MAXXI
Il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo è la prima istituzione nazionale dedicata alla creatività contemporanea pensata come un grande campus per la cultura. Il MAXXI è gestito da una Fondazione costituita nel luglio 2009 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed ospita due musei: il MAXXI Arte e il MAXXI Architettura. La programmazione delle attività - mostre, workshop, convegni, laboratori, spettacoli, proiezioni, progetti formativi - rispecchia la vocazione del MAXXI ad essere non solo luogo di conservazione ed esposizione del patrimonio ma anche, e soprattutto, un laboratorio di sperimentazione e innovazione culturale, di studio, ricerca e produzione di contenuti estetici del nostro tempo. Sede del MAXXI è la grande opera architettonica, dalle forme innovative e spettacolari, progettata da Zaha Hadid nel quartiere Flaminio di Roma.
MAXXI- Mission
Il MAXXI rappresenta la consapevolezza di quanto sia importante promuovere le espressioni della creatività di oggi in un Paese, come l’Italia, caratterizzato da secoli e secoli di primato nel campo artistico e architettonico. Le tensioni estetiche del nostro tempo sono, infatti, il prolungamento delle espressioni artistiche e culturali delle epoche passate, anche se con forme espressive radicalmente diverse. Missione del MAXXI è dunque promuovere e sviluppare il senso di questa continuità proiettandola verso il futuro. Il MAXXI intende essere non solo sede di esposizione delle opere d’arte del nostro secolo, ma anche luogo di innovazione culturale e sovrapposizione di linguaggi, laboratorio di sperimentazione artistica, macchina per la produzione di contenuti estetici del nostro tempo. Il MAXXI punta ad essere un centro di eccellenza, uno snodo interattivo in cui andranno a convergere e potranno essere mescolate e riprodotte le più diverse forme di espressività, produttività e creazione. L’arte ha anche l’importante funzione di essere mezzo di comunicazione. L’arte è linguaggio iconico e simbolico e perciò dotato di una comprensibilità superiore a quella del linguaggio parlato o scritto. E’ evidente, quindi, che l’immediatezza e l’universalità della comunicazione artistica possono contribuire alla comprensione di mondi e culture altrimenti estranei e potenzialmente confliggenti, favorendo la coesistenza delle differenze. Ed infine, l’arte e l’architettura sono componenti essenziali dell’immagine e della percezione di un paese all’estero. Il MAXXI vuole quindi essere una sorta di antenna che trasmette i contenuti dell’Italia verso l’esterno e che a sua volta riceve dall’esterno i flussi della cultura internazionale.
MAXXI Arte
Il MAXXI Arte nasce come punto di riferimento italiano all’interno del circuito internazionale di eccellenza dell’arte contemporanea. La collezione e le mostre, aggiornate sugli ultimi sviluppi dell’arte, ma di ampio respiro, ne fanno sede della legittimazione e vetrina internazionale per l’arte italiana del presente. Nella programmazione culturale del Museo, l’arte italiana riceverà quindi ampia attenzione e sarà letta in relazione a un orizzonte di riferimento internazionale. La produzione di opere in occasione di mostre, la commissione di interventi site specific e la programmazione di premi, connotano questo museo come luogo della sperimentazione e vero e proprio centro propulsore per l’arte più attuale. Il MAXXI Arte, inoltre, intende agire come fulcro di un’attività coordinata e di scambio con le istituzioni museali italiane e da sede di attivo dialogo con musei di altri paesi.
Castello di Rivoli - Collezione permanente
Costituitasi a partire dal 1984, anno di apertura del museo, la Collezione Permanente del Castello di Rivoli viene costantemente arricchita grazie a nuove acquisizioni, donazioni e prestiti a lungo termine. La Collezione documenta i momenti cruciali dello sviluppo dell'arte contemporanea in Italia e all'estero dagli anni Cinquanta ad oggi. Grazie alle acquisizioni di opere presentate nelle mostre temporanee, l'ampliamento della Collezione riflette anche la storia dell'attività del Museo. L'apertura della Manica Lunga ha permesso il riallestimento della Collezione sui due piani del Castello. L'allestimento, in parte cronologico, rispecchia la complessità della vicenda artistica e la costante evoluzione del linguaggio dei suoi protagonisti. Il nuovo percorso, che tende alla realizzazione di sale monografiche, fa sì che ciascuna sala rappresenti uno o più momenti del lavoro di ciascun artista, oppure si offra come occasione di dialogo tra opere di artisti diversi. Le opere della Collezione vengono esposte a rotazione, nell'intento di offrire una panoramica sull'identità culturale del Museo.
Rivoli- Fondazione CRT
Nel 1999 la Fondazione CRT ha avviato un progetto mirante a potenziare il sistema dell'arte moderna e contemporanea nell'area metropolitana torinese, facendo leva sulle due maggiori istituzioni operanti nel settore, il Museo d’Arte Contemporanea del Castello di Rivoli e la GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino. Fin dall’inizio il progetto ha avuto quale principale obiettivo l’acquisizione di opere d’arte, in particolare italiane, al fine di ampliare ed arricchire le collezioni dei due citati musei, così da porle in grado di fornire una rappresentazione esauriente e qualitativamente alta delle arti figurative nel nostro paese a partire dal secondo dopoguerra. Per garantire a tale attività la continuità e l’agilità operative necessarie, la Fondazione CRT alla fine del 2000 ha dato vita alla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, che opera con la consulenza di un Comitato Scientifico composto da Rudi Fuchs, David Ross e Sir Nicholas Serota e dai Direttori dei due musei torinesi Ida Gianelli e Pier Giovanni Castagnoli. Nel corso degli anni sono state finanziate varie campagne di acquisizione focalizzate di volta in volta al movimento dell’Arte povera, dalla Transavanguardia, alla pittura italiana degli anni Cinquanta e di inizio anni Sessanta, alla scultura italiana a partire dal secondo dopoguerra, senza trascurare l’acquisto di singoli pezzi particolarmente significativi dell’arte italiana della seconda metà del Novecento. Si è da poco avviata una nuova fase che prevede di allargare l’ambito delle acquisizioni ad artisti stranieri, di dedicare maggior spazio ad opere recenti di artisti giovani, di acquistare opere in occasione di mostre temporanee, nonché, in particolare per il Castello di Rivoli, di finanziare la realizzazione di lavori progettati espressamente per il Museo. Modalità queste ultime che hanno trovato attuazione in occasione della mostra mostra Concetto, Corpo e Sogno, in occasione della quale sono state acquistate sette nuove opere, fra cui due installazioni progettate appositamente per il Castello. Il lavoro svolto fino ad oggi ha consentito di mettere a disposizione dei due musei un fondo, idealmente comune, di quasi 180 opere - di cui circa la metà in deposito presso il Castello -, a fronte di un investimento complessivo di 16,8 milioni di Euro. Crediamo si possa ormai parlare del Progetto Arte Moderna e Contemporanea CRT, come di un’iniziativa consolidata, che tra i suoi aspetti peculiari ha quello di presentare un bilancio della propria attività in continua evoluzione, anche sotto questo aspetto la disponibilità in rete della collezione CRT in deposito presso il Castello rappresenta un prezioso contributo conoscitivo per quanti, ai più diversi livelli, si interessano all’arte contemporanea.
Da Rivoli- La storia: "1978 - Grazie all'intervento risolutivo della Regione Piemonte e alla decisione di destinare il Castello a Museo d'Arte Contemporanea, l'idea prefigurata fin dal 1961 diventa finalmente realizzabile. Il progetto di Andrea Bruno segue il criterio di fissare la situazione del cantiere incompiuto di Juvarra, senza completamenti né rifacimenti. Le strutture tronche dell'atrio, le rampe dello scalone che finiscono nel vuoto, sono conservate nella loro autenticità, così come la parete che chiude il corpo interrotto del Castello, dove compaiono gli attacchi di volte e archi mai costruiti. Viene privilegiato l'uso di materiali e tecniche attuali, che sottolineano la differenza tra le antiche e le nuove strutture. La scala che distribuisce i vari livelli, sospesa nel vuoto, la passerella che sovrappassa una grande volta settecentesca, la scatola trasparente in acciaio e cristallo che sporge dall'alto della parete rustica, sottolineano la cesura di tempo che separa la realtà di oggi dal cantiere antico. La pianta dell'atrio è riportata a terra seguendo il disegno di Juvarra, le decorazioni degli ambienti interni sono mantenute nella situazione di fatto"
In La Residenza - Introduzione - Manica Lunga: Le mostre temporanee sono dedicate a personalità, moviment ie temi tra i più rilevanti nel dibattito culturale contemporaneo, e vengono accompagnate da cataloghi critici corredati da apparati scientifici.
La programmazione del Museo, che dà ampio spazio alle attività educative, si rivolge al pubblico più vasto offrendo strumenti di conoscenza ed approfondimento sull'evoluzione delle arti visive in un contesto internazionale.
Dal sito: http://www.fondazioneartecrt.it/mission.php
Dalla sua costituzione fino al 2009, la Fondazione per l'Arte Moderna e Contemporanea - CRT ha perseguito le sue finalità destinando le sue attività e le risorse delle quali disponeva quasi esclusivamente all'acquisto di opere.
La "nuova" Fondazione intende dedicare ancora le risorse e la propria attività a questo scopo, ma anche alla definizione e realizzazione di azioni e progetti per lo sviluppo, il rafforzamento e l'efficienza del sistema Torino Piemonte dell'Arte Moderna e Contemporanea.
La prima decisione presa di acquisto di un importante nucleo di opere storiche appartenenti al movimento dell'Arte Povera, di proprietà di Margherita Stein, è stata presa dalla Fondazione CRT, prima ancora della costituzione della Fondazione per l'Arte Moderna. Il nucleo delle opere è stato messo a disposizione delle istituzioni museali torinesi.
A partire dalla costituzione della Fondazione per l'Arte Moderna e Contemporanea (nel 2000), sono state condotte due successive campagne di acquisizioni.La prima, dedicata alla "Transavanguardia", si è al momento conclusa con l'acquisizione di 16 opere, per un investimento complessivo di circa 2.350.000 Euro, destinate in deposito al Castello di Rivoli.La seconda campagna, per il momento conclusa, è incentrata sulla pittura italiana degli anni Cinquanta, e ha visto l'acquisizione di una quarantina di opere, per un investimento complessivo di oltre 2.100.000 Euro, destinate in deposito alla GAM.
Da allora si è scelto di continuare a procedere con acquisizioni puntuali, la cui individuazione avviene di volta in volta su specifici suggerimenti da parte dei Direttori dei due musei torinesi.In questo modo le due istituzioni hanno avuto, e hanno tutt'oggi, la possibilità di aumentare il proprio prestigio in quanto espositori di un eccezionale patrimonio artistico, messo a disposizione del pubblico e delle altre istituzioni italiane e straniere.
Fondazione CRT - Chi siamo http://www.fondazioneartecrt.it/chisiamo.php
La Fondazione CRT, nell'ambito delle proprie attività istituzionali, ha dato vita nel 2000 ad una Fondazione dedicata all'arte moderna e contemporanea.
L'obiettivo della Fondazione per l'Arte Moderna e Contemporanea CRT è quello di arricchire e valorizzare il patrimonio culturale ed artistico torinese e piemontese.
In particolare, dal 2000 ad oggi, la Fondazione ha contribuito ad arricchire il patrimonio artistico del Castello di Rivoli e della GAM, offrendo a queste importanti istituzioni l'opportunità di creare grandi eventi culturali come "Arte Povera in collezione", "Transavanguardia" e "Anni '50".
Il museo virtuale qui presentato rappresenta dunque lo spazio ideale dove tutte le opere di questa collezione si riuniscono. Un'operazione importante per sottolineare quanto le acquisizioni abbiano contribuito a creare e rafforzare il polo museale torinese per l'arte moderna e contemporanea e a porlo tra le eccellenze italiane ed internazionali del settore.
Macro - Collezione
La Collezione del MACRO può sostanzialmente essere ricondotta a due periodi storici: il primo va dagli anni ’60 al 2000 e comprende le opere di esponenti del gruppo Forma 1 - Accardi, Sanfilippo, Perilli, Dorazio - opere della “Scuola di Piazza del Popolo” dove si concentrano le esperienze di alcuni artisti che, assimilata la lezione della Pop Art americana, rielaborano nelle loro opere l’immaginario popolare della società dei consumi e dei mass media - Festa, Schifano, Rotella, Maselli, Pascali…- per arrivare alle opere di Castellani e, con la fine degli anni ’80, le opere degli artisti della Nuova Scuola Romana” che trova il suo riferimento a Roma nel quartiere di San Lorenzo - Pizzi Cannella, Dessì, Bianchi, Ceccobelli, Tirelli - artisti che hanno in comune il recupero della tradizione pittorica e l’elaborazione individuale all’interno dello studio.
La seconda parte delle collezioni del MACRO parte esattamente dal 2001 e arriva ai giorni nostri. A questo secondo gruppo appartengono artisti riconducibili alle tendenze più recenti dell’espressione contemporanea, tra questi solo per citarne alcuni Gianni Asdrubali esponente dell’Astrazione Povera, Giovanni Albanese che fa del ready made e dell’invenzione meccanica, l’oggetto di una poetica ironica e fiammeggiante per arrivare alle opere di Cristiano Pintaldi, Luigi Ontani, Claudio Abate, Leandro Erlich fino alle giovani artiste Sissi e Ciracì.
Macro - Struttura del museo
La sede originaria di MACRO nasce dalla riconversione e restauro di un importante edificio industriale costruito agli inizi del XX secolo e collocato nel quartiere Nomentano di Roma. La prima fase di riconversione, completata nel settembre del 1999, ha consentito l'apertura di sei ampie sale espositive, la mediateca, la libreria, la sala conferenze, un laboratorio, un bookshop e un bar, in questa struttura vengono anche ospitate la collezione permanente del MACRO e gli uffici amministrativi. Attualmente MACRO, grazie ad un’ottima attività espositiva svolta in questi anni a livello nazionale e internazionale, costituisce un importante centro di esposizione e produzione d’arte contemporanea non solo per la città di Roma.
Da Il progetto di ampliamento: "Di questa nuova struttura oltre all’ingresso, ai percorsi, alle rampe di acciaio e vetro, alle suite espositive, (di cui una dedicata alle grandi installazioni) al giardino panoramico è previsto un ristorante situato al livello attico che si apre ,con una terrazza sul tetto-giardino e sulla grande fontana. Numerosi percorsi consentono di salire sul tetto. Il progetto delle facciate su via Nizza e via Cagliari rappresenta un'articolazione e integrazione di vecchio e nuovo. Le aperture e le finestre che si affacciano sulle limitrofe strade che circondano il Museo sono create per evidenziare la permeabilità tra le attività del Museo e la città".
Fondazione Donnaregina
La Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee viene ufficialmente costituita il 22 novembre 2004 dalla Regione Campania al fine di: “istituire, promuovere e gestire musei, centri d’arte e di cultura nel territorio della regione Campania, acquisendo in via temporanea o permanente, a mezzo di contratti e/o accordi con Enti pubblici o privati, artisti e collezionisti, opere d’arte contemporanea da esporre permanentemente o temporaneamente nei propri musei o in mostre tematiche; svolgere attività culturali attraverso l’organizzazione di convegni, stage e seminari in tema di arte, letteratura, cinema, grafica, design, fotografia, architettura e di ogni altra forma di espressione artistica, moderna e contemporanea”.
La fondazione - presieduta da Oberdan Forlenza, e diretta da Eduardo Cicelyn, giornalista culturale de Il Mattino e ideatore della Rassegna annuale Arte in Piazza del Plebiscito - vanta nomi illustri all’interno del Comitato scientifico che la guida: Achille Bonito Oliva, critico d’arte e curatore per la città di Napoli del progetto La metropolitana dell’arte; Enrico Santangelo; Rudi H. Fuchs, direttore del Museo d'Arte Contemporanea del Castello di Rivoli a Torino (1987-93) e dello Stedelijk Museum di Amsterdam (1993-2003); Vincente Todolí, direttore del Museu Serralves di Porto (1999-2003) e, dal 2003, della Tate Modern di Londra.A capo del programma espositivo sviluppato dalla Fondazione per la promozione delle sue attività culturali è nominato nel 2005 Mario Codognato, critico d’arte di esperienza internazionale e curatore, insieme a Eduardo Cicelyn delle mostre d’arte contemporanea al Museo Archeologico dal 2002 al 2004.
Museo MADRE
Il Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina (M.A.D.R.E) sorge nel cuore storico di Napoli, a pochi metri dal Duomo e dal Tesoro di San Gennaro, a cento metri dal Museo Archeologico Nazionale e dall’Accademia di Belle Arti (Galleria d’Arte Moderna), lì dove si sviluppa l’antico quartiere di San Lorenzo. Il Museo deve il proprio nome all’edificio che lo ospita, il Palazzo Donnaregina, che sorge vicino al Monastero di S. Maria Donnaregina, fondato dagli Svevi (XIII secolo) e poi ampliato e ricostruito nel 1325 dalla Regina Maria d’Ungheria, moglie di Carlo II d’Angiò. Dell’antico complesso conventuale rimangono oggi solo due chiese: la chiesa omonima che si affaccia su piazza Donnaregina, costruita in epoca barocca, e la chiesa trecentesca di Donnaregina “vecchia” in stile gotico, oggi aperta al pubblico in occasione di mostre ed eventi speciali organizzati dal Museo.
Nel marzo 2003 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Conferenza Unificata delle Regioni e degli Enti Locali siglano il Patto per l’Arte Contemporanea, volto a favorire l’incremento del patrimonio pubblico, deliberando l’individuazione di una rete di centri d’eccellenza per la promozione dell’arte contemporanea. In accordo con quanto stabilito da questo accordo, nel 2005 la Regione Campania acquista il Palazzo Donnaregina con fondi della Comunità Europea con l’intento di costituire il primo Museo regionale in Campania in grado di confrontarsi con gli istituti museali di livello internazionale. Il 10 giugno 2005 il MADRE inaugura i suoi spazi con l’apertura degli allestimenti site specific nelle sale del primo piano. Segue, nel dicembre 2005, l’inaugurazione della collezione storica ospitata al secondo piano. In fine, nell’aprile 2006 la grande mostra antologica dedicata a Jannis Kounellis segna l’apertura al pubblico delle sale del terzo piano destinate alle esposizioni temporanee.
Napoli città d'arte - La nascita del MADRE si deve a un progetto di rinnovamento culturale della città di Napoli che risale agli anni ‘90. Iniziative culturali quali il Maggio dei Monumenti e rassegne prestigiose come le installazioni di Piazza del Plebiscito, la sezione contemporanea del Museo Nazionale di Capodimonte e le stazioni della Linea 1 della metropolitana - progettate da illustri architetti e contrassegnate da opere dei maggiori artisti internazionali - costituiscono le tappe più significative di un percorso all’avanguardia volto a dare stabilità e continuità a un progetto organico di lunga durata.
Tale percorso progettuale si amplia nel 2002 con le esposizioni organizzati a Castel Sant’Elmo: Grande Opera Italiana, curata da Achille Bonito Oliva con la collaborazione di Eduardo Cicelyn e Angela Tecce, e Napoli Anno Zero. Qui e Ora: vera e propria ricognizione della scena emergente dell'arte campana. Entrambe promosse dalla Regione Campania e dalla Soprintendenza per il Polo Museale di Napoli con la partecipazione della DARC-Direzione Generale Architettura e Arte contemporanee del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Fanno seguito la rassegna Annali delle Arti (organizzazione annuale di mostre, eventi e incontri d’arte in tutta la regione Campania) e le mostre di grande richiamo internazionale ospitate dal Museo Archeologico Nazionale con le antologiche di Francesco Clemente (2002), Jeff Koons (2003), Anish Kapoor (2003), Richard Serra (2004), Anselm Kiefer (2004) and Damien Hirst (2004).
La prima parte della raccolta: Galleria Contemporaneo di Mestre, Re Sandretto, Castello di Rivoli.http://tranqui2.blogspot.com/2010/07/galleria-contemporaneo-di-mestre-re.html
Tutti i testi del post sono copia/incolla in data 14/7/10