Thursday, July 1, 2010

MAXXI, Castello di Rivoli, Fondazione CRT, MACRO, Fondazione Donnaregina, MADRE

Seconda parte della raccolta (qui la prima) con le mission - linee programmatiche di: Maxxi, Castello di Rivoli, Fondazione CRT, Macro, Fondazione Donnaregina, MADRE. Nel sito del Macro ho trovato ben poco, più che altro qualche notiziola sul museo; sorprendentemente, anche i siti web di Castello di Rivoli e MADRE scarseggiano di spessore teorico. Spazio espositivo, Kunsthalle, museificazione del presente?
Sembra che per alcune di queste istituzioni lavorare sulla contemporaneità equivalga ad aprire una galleria di dipinti dell'Ottocento; la fotografia che ne riceviamo è quella di microclimi culturali nei quali a fronte dei grandi investimenti non ha fatto seguito un dialogo artisti/istituzioni sul rapporto tra sistema internazionale e cultura locale.

Maxxi, Castello di Rivoli, Fondazione CRT, Macro, Fondazione Donnaregina, MADRE:
http://tranqui2.blogspot.com/2008/08/maxxi-castello-di-rivoli-fondazione-crt.html

Nel Veneziano sono stati proprio gli artisti ad esporsi in prima persona facendosi carico di sollevare queste problematiche (mentre i cari professori dell'università tacevano) pagando poi un prezzo personale altissimo in termini di carriera. Vi consiglio di leggere la mia lettera al Gazzettino 2004 e il dibattito che ne è seguito, confrontandolo con il testo del sito Bevilacqua La Masa.

Rivoli, in particolare, appare come un'istituzione in profonda crisi; lì, evidentemente, la vicenda Hoffmann (molto più della polemica sul toto-nomine) ha rappresentato un trauma di tale portata da riuscire a strappare la bella addormentata nel castello dal suo dolce sonno decennale; il trattamento brutale riservato al presidente Minoli da parte di un rappresentante di quel tanto idealizzato "sistema dell'arte internazionale", l'essere stati liquidati in modo persino beffardo, sprezzante, come soggetti di nessuna importanza, ha senza dubbio segnato un punto di non ritorno (fatto confermato anche da una recente intervista a Fulvio Gianaria - Fondazione CRT).
Ora si tratta di ricomporre, direi suturare, quella scissione che negli anni si è andata approfondendo non solo tra istituzione e territorio, ma soprattutto tra istituzione e artisti; c'è da capire quali tipologie di "ricerca artistica" Rivoli voglia promuovere e valorizzare e se le risorse devono ancora essere convogliate in direzione di un conformarsi, un omologarsi a quel sistema schiacciasassi incapace di percepire e valorizzare microclimi culturali autonomi.