Friday, August 8, 2008

Ipotesi su ITALIAN AREA #1


Curiosamente, a una verifica puntuale Italian Area presenta precise caratteristiche riconducibili al vecchio schema del movimento artistico sistematizzato dal critico di riferimento.

Una mutazione di facciata? L'ipotesi è suggestiva.

La mimetizzazione della formula artisti + critico nello schema del database diretto da 4 critici avviene attraverso l'uso della lista documentaria frutto di una "selezione"; ciò che invece permane è la sostanziale omogeneità stilistica dei nomi scelti, che, con lievi varianti, fa da denominatore comune e principio di coesione dell’insieme, in cui:

- "Italian area" funge da etichetta contenitore, senza che emerga una reale intenzione di rappresentare la complessità della scena artistica italiana

- L'evidente omogeneità stilistica delle proposte supplisce all'assenza di una solida ossatura teorica

- Una fitta rete d'interessi e di lobby subentra al rapporto privilegiato di dialogo tra critico e artista

- Non compare la data d'inserimento degli artisti, quindi non sappiamo se lo schema I.A. preveda inclusioni (o rivalutazioni) tardive, cosa che si è sempre verificata

- Una chiara collocazione temporale del "movimento" viene azzerata dalla progressiva inclusione di nuovi nomi

- Il critico-d'arte-teorico si moltiplica nei 4-critici-selezionatori del comitato direttivo

- La sigla "Italian Area" scelta denuncia la preoccupazione di omologarsi a un internazionalismo di maniera, attuato col supino adattamento all'idioma della cultura ritenuta (in questo momento) dominante

- Non sono previste sottocategorie espressione di un modello teorico autonomo: la relazione implicita sottintesa resta quella tra il singolo artista e la commissione selezionatrice garante dell'unica premessa habitus di pensiero omogeneo per tutti.  La relazione prevalente, consentita, è uno/molti, artista/commissione, piuttosto che molti/molti (il Gruppo A12 non rappresenta, infatti, una vera sottocategoria)

- Si potrebbe definire “congelamento teorico” lo schema che non prevede sviluppi espliciti di pensiero oltre a quello implicito (ma non dichiarato) che lo sostiene

- L’assenza di una scansione cronologica sembrerebbe configurarsi, come spesso accade nel circuito contemporaneo, quale premessa di un rovesciamento della corretta prospettiva storica, per effetto del quale ogni fenomeno viene ricondotto a uno stato di contemporaneità

- La semplificazione delle categorie di pensiero e classificatorie (lette anche secondo un semplice ordine numerico), fa da controcanto a una moltiplicazione (numerica) delle figure decisionali

(post in progress, testo e correzioni in via di stesura)