>>>Saverio Simi de Burgis... un ricordo.
>>>nel 2004, il dibattito aperto dalla mia lettera al Gazzettino e sviluppatosi sul forum della Fondazione Bevilacqua La Masa portò alla riapertura delle mostre personali dedicate agli artisti del territorio, un ciclo quindi iniziato nel gennaio 2005 con un'esposizione a Palazzetto Tito di una nota artista, poi proseguito per anni con le personali di molti altri nomi (potete facilmente rintracciarli online)...
È stato da parte mia un vero atto d’amore verso Venezia e i suoi artisti, in una prospettiva di sviluppo: quella consapevolezza di sguardo verso il futuro che nel Veneto è mancata per troppo tempo. Tuttavia, Saverio Simi de Burgis fu l'unico esponente della critica d'arte a esprimermi solidarietà, per il resto indifferenza (episodi inquietanti a parte).
Vorrei ribadire, per non essere frainteso, che non ho alcuna avversione personale verso i critici e gli intellettuali con i quali mi sono posto in una posizione dialettica, quelle e quelli che pure ho criticato qui... anzi, direi che i loro saggie e scritti mi affascinano, altrimenti non perderei tempo a relazionarmi con loro. Il fatto è che la partita teorica è una partita a scacchi, e se c'è da mangiare una pedina, la sfida va accettata, nel rispetto dell'interlocutore. Per questo li invito a un confronto costruttivo, a un dialogo... La proiezione del nemico (laddove non esiste) e il pensiero oppositivo non fanno parte né della mia forma mentis, né della mia psicologia.
Infatti, al di là dello specifico di quella vicenda inerente alla Bevilacqua, ciò che più mi interessava era immettere nel dibattito culturale schemi di pensiero non-oppositivo...
Tutto il mio lavoro svolto qui e altrove nasce da un tentativo di immaginare e sperimentare nuovi modelli teorici.



