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Friday, July 2, 2021

I.A documenti #1. Nasce I.A (Exibart, novembre 2004)

Intendo inserire in TRANQUi2 materiale di documentazione sul sito Italian Area.

Il database è espressione di un archivio che ha avuto una notevole influenza nell'arte italiana; essa si spiega, a mio parere, con la schematicità divulgativa della formula di base, nel quadro di un circuito in veloce espansione sul territorio. Un'idea di arte contemporanea apparentemente "difficile", in realtà facilissima da imitare e riprodurre (dai curatori e critici), modello di conformismo che con un ossimoro si potrebbe definire manierismo minimalista, centrato su un genere immediatamente riconoscibile e non sull'unicità della poetica dell'artista come portato di un modello teorico individuale.
Sarebbe interessante svolgere una ricerca approfondita e decodificare tutto il non detto di quelle poche pagine web: assenza di una cronologia sui successivi aggiornamenti, link not found, età degli artisti nell'inserimento nel database, influenza delle gallerie di riferimento, interazione con le istituzioni del "Museo senza centro", modalità dei sostegni istituzionali, metodologie di scelta...

I dati disponibili non ci dicono se Italian Area preveda scoperte o riscoperte tardive come sempre è avvenuto nella storia dell'arte; parrebbe di no, l'inserimento nel database sembra coincidere con quel momento preciso della carriera degli artisti in cui, nel triste panorama di una cultura italiana completamente condizionata da appartenenze, essi sono costretti a delegare ad una lobby di riferimento la "gestione" del proprio lavoro, sterilizzando al contempo le possibilità creative di un ruolo sociale che resta chiuso nelle maglie strette di un obbediente carrierismo privo di diritto di opinione.

Da EXIBART, venerdì 28 novembre 2003
Nasce Italian Area.
A oltre dieci anni dalla fondazione dell'Archivio, il Centro di Documentazione Careof & Viafarini propone un nuovo servizio online. All'indirizzo italianarea.it si potrà trovare materiale fotografico e bio-bibliografico degli artisti emergenti dell'ultima generazione. Il database è in costante aggiornamento ed ampliamento.
Italian Area si avvale della consulenza di critici e curatori tra cui Chiara Bertola, Gabi Scardi e Angela Vettese.
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Ipotesi su I.A #1

Saturday, January 1, 2011

X Francesca Pasini - l'arte è solo "internazionale"?

"Domanda: Quale arte e quali artisti in Liguria?
Francesca Pasini: Non penso che ci sia un'arte ligure e neppure un'arte in Liguria: l'arte è internazionale, i regionalismi sono ormai insensati. Chi ha successo è chi ha un riconoscimento internazionale, soprattutto negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Germania, in Svizzera, alle Biennali, alle Documenta" http://www.mentelocale.it/932-francesca-pasini-critica-d-arte/
Sto raccogliendo alcuni scritti & interviste relativi agli anni Novanta e al decennio successivo. Materiali utili per comprendere appieno in quale clima culturale ha operato chi in quel periodo (ma la medesima tendenza permane ancor oggi) ha tentato di fare sperimentazione artistica in realtà locali o in microclimi culturali non ancora del tutto omologati ai poteri forti del sistema. Ci siamo trovati come controparte e referenti delle conventicole di critici asserviti alla logica delle mega-esposizioni, di costruite ufficiosità museali, delle grandi rassegne. Eppure proprio l’arte contemporanea ci insegna che le mostre più “importanti” non collimano sempre con i Salon del sistema, blockbuster dell'arte d'oggi. Le idee importanti nascono talvolta piccole e povere; compito del critico dovrebbe essere, appunto, quello di riaffermare i valori autentici, non di sottomettersi al colonialismo culturale imperante. Davvero sorprendente la dogmatica intransigenza con cui affronta l'argomento Francesca Pasini in questa intervista del gennaio 2001.

Friday, August 8, 2008

Ipotesi su ITALIAN AREA #1


Curiosamente, a una verifica puntuale Italian Area presenta precise caratteristiche riconducibili al vecchio schema del movimento artistico sistematizzato dal critico di riferimento.

Una mutazione di facciata? L'ipotesi è suggestiva.

La mimetizzazione della formula artisti + critico nello schema del database diretto da 4 critici avviene attraverso l'uso della lista documentaria frutto di una "selezione"; ciò che invece permane è la sostanziale omogeneità stilistica dei nomi scelti, che, con lievi varianti, fa da denominatore comune e principio di coesione dell’insieme, in cui:

- "Italian area" funge da etichetta contenitore, senza che emerga una reale intenzione di rappresentare la complessità della scena artistica italiana

- L'evidente omogeneità stilistica delle proposte supplisce all'assenza di una solida ossatura teorica

- Una fitta rete d'interessi e di lobby subentra al rapporto privilegiato di dialogo tra critico e artista

- Non compare la data d'inserimento degli artisti, quindi non sappiamo se lo schema I.A. preveda inclusioni (o rivalutazioni) tardive, cosa che si è sempre verificata

- Una chiara collocazione temporale del "movimento" viene azzerata dalla progressiva inclusione di nuovi nomi

- Il critico-d'arte-teorico si moltiplica nei 4-critici-selezionatori del comitato direttivo

- La sigla "Italian Area" scelta denuncia la preoccupazione di omologarsi a un internazionalismo di maniera, attuato col supino adattamento all'idioma della cultura ritenuta (in questo momento) dominante

- Non sono previste sottocategorie espressione di un modello teorico autonomo: la relazione implicita sottintesa resta quella tra il singolo artista e la commissione selezionatrice garante dell'unica premessa habitus di pensiero omogeneo per tutti.  La relazione prevalente, consentita, è uno/molti, artista/commissione, piuttosto che molti/molti (il Gruppo A12 non rappresenta, infatti, una vera sottocategoria)

- Si potrebbe definire “congelamento teorico” lo schema che non prevede sviluppi espliciti di pensiero oltre a quello implicito (ma non dichiarato) che lo sostiene

- L’assenza di una scansione cronologica sembrerebbe configurarsi, come spesso accade nel circuito contemporaneo, quale premessa di un rovesciamento della corretta prospettiva storica, per effetto del quale ogni fenomeno viene ricondotto a uno stato di contemporaneità

- La semplificazione delle categorie di pensiero e classificatorie (lette anche secondo un semplice ordine numerico), fa da controcanto a una moltiplicazione (numerica) delle figure decisionali

(post in progress, testo e correzioni in via di stesura)