Curiosamente, a una verifica puntuale Italian Area presenta precise caratteristiche riconducibili al vecchio schema del movimento artistico sistematizzato dal critico di riferimento, in cui le premesse teoriche vengono, tuttavia, omesse.
Una mutazione di facciata? L'ipotesi è suggestiva.
La mimetizzazione della formula artisti + critico nello schema del database diretto da 4 critici avviene attraverso l'uso della lista documentaria frutto di una "selezione"; ciò che invece permane è la sostanziale omogeneità stilistica dei nomi scelti, che, con lievi varianti, fa da denominatore comune e principio di coesione dell’insieme, in cui:
- "Italian area" funge da etichetta contenitore, senza che emerga una reale intenzione di rappresentare la complessità della scena artistica italiana.
- L'evidente omogeneità stilistica delle proposte supplisce all'assenza di una solida ossatura teorica.
- Una fitta rete d'interessi e di lobby subentra al rapporto privilegiato di dialogo tra critico e artista.
- Non compare la data d'inserimento degli artisti, quindi non sappiamo se lo schema I.A. preveda inclusioni (o rivalutazioni) tardive, cosa che si è sempre verificata. Non possiamo quindi capire se un artista sia stato scelto prima da Italian Area o da un'istituzione. Questo fatto, infatti, ha una conseguenza metodologica molto concreta. Supponiamo che l'artista X sia:
A. esposto dal museo
B. inserito in Italian Area
oppure:
A. inserito in Italian Area
B. esposto dal museo
Sono due fenomeni completamente diversi.
Nel primo caso, Italian Area potrebbe semplicemente documentare una legittimazione già avvenuta. Nel secondo, si potrebbe ipotizzare che il database abbia contribuito alla successiva legittimazione dell'artista.
A. esposto dal museo
B. inserito in Italian Area
oppure:
A. inserito in Italian Area
B. esposto dal museo
Sono due fenomeni completamente diversi.
Nel primo caso, Italian Area potrebbe semplicemente documentare una legittimazione già avvenuta. Nel secondo, si potrebbe ipotizzare che il database abbia contribuito alla successiva legittimazione dell'artista.
- Una chiara collocazione temporale del "movimento" viene azzerata dalla progressiva inclusione di nuovi nomi.
- Il critico-d'arte-teorico si moltiplica nei 4-critici-selezionatori del comitato direttivo.
- La sigla "Italian Area" scelta denuncia la preoccupazione di omologarsi a un internazionalismo di maniera, attuato col supino adattamento all'idioma della cultura ritenuta (in questo momento) dominante.
- Il critico-d'arte-teorico si moltiplica nei 4-critici-selezionatori del comitato direttivo.
- La sigla "Italian Area" scelta denuncia la preoccupazione di omologarsi a un internazionalismo di maniera, attuato col supino adattamento all'idioma della cultura ritenuta (in questo momento) dominante.
- Non sono previste sottocategorie espressione di un modello teorico autonomo: la relazione implicita sottintesa resta quella tra il singolo artista e la commissione selezionatrice garante dell'unica premessa habitus di pensiero omogeneo per tutti. La relazione prevalente, consentita, è uno/molti, artista/commissione, piuttosto che molti/molti (il Gruppo A12 non rappresenta, infatti, una vera sottocategoria).
- Si potrebbe definire “congelamento teorico” lo schema che non prevede sviluppi teorici oltre a quello implicito (ma non dichiarato) che lo sostiene, come se chi c'è dietro Italian Area non dovesse dichiarare la propria posizione teorica.
- L’assenza di una scansione cronologica sembrerebbe configurarsi, come spesso accade nel circuito contemporaneo, quale premessa di un rovesciamento della corretta prospettiva storica, per effetto del quale ogni fenomeno viene ricondotto a uno stato di contemporaneità.
- La semplificazione delle categorie di pensiero e classificatorie (lette anche secondo un semplice ordine numerico), fa da controcanto a una moltiplicazione (numerica) delle figure decisionali.
(post in progress, testo e correzioni in via di stesura)