Sunday, May 17, 2020

>>>the circus al Castello di Rivoli



Gli artisti han salvato il mondo.
Intendo i 5 che piacciono a me.
Tutti gli altri schifo.

 

D: Scusi Carolyn Christov Bakargiev, ma Viliani non è quello con il virus della strumentalizzazione degli artisti?
 R: A Rivoli siamo già più infetti di una RSA!
 

Al mercato di Rialto.
D: Bakargiev, cossa xe sto pesse morto?
R: Dagli occhi sembrerebbe un Leonardo da Vinci.

>>>vignette satiriche testo + disegni by DSK

Saturday, April 4, 2020

Arte visiva: codice binario dettaglio/insieme


>>>post in progress >>>testo e correzioni in via di stesura

>>> alcune riflessioni sul codice binario dettaglio/insieme nelle arti visive.

Punti da sviluppare:

1- http://tranqui2.blogspot.com/2015/04/walter-benjamino-loppera-datte.html

2- Arte, nome "collettivo"

3- 1 e 101

4- pattern, percorso, mappa (dentro e fuori la mappa). Un dipinto è sempre cubista. Scarti percettivi. Dipinto, mappa cognitiva.

5- >>>l'aura dell'opera >>>la corretta lettura dell'opera nelle sue evidenze formali all'interno del sistema binario dettaglio + insieme. Quando il sistema binario interno registra una interruzione, il linguaggio verbale torna a essere egemonico rispetto a quello visivo supplendo la funzione "dettaglio" (talune installazioni) o quella "insieme" (la copia riproduzione tecnica di un dipinto).

Quindi: 
- sistema binario insieme + dettaglio
- insieme senza dettaglio
- dettaglio senza insieme

>>> i "punto, a capo" (uso e consumo personale)


 
Nel matrimonio tra un assassino e un crudele, chi ucciderà chi?
Il crudele assassinerà l'altro.

La via più rapida per sconfiggere il nemico?  Non promuoverlo a tale.

Il vero "segreto" è quello che, svelato e risolto, ne fa intravedere altri.

L'atto d'eroismo è determinato (oltre che dal coraggio) da una psicologia che non teme il ridicolo.

Quando tutto diviene costoso è segno che il senso di gratuità ha perso di valore. 

Statisticamente, l’incontro tra due estranei è già miracolo.

Gentilezza e cortesia, armi dei traditori. Quante volte fu il più burbero a "salvarci"?

Sei tu che entri o esci da una porta a farne l'entrata o l'uscita.

Anche Cristo ha la sua foto ricordo. 

Quando la bellezza fisica si accompagna alla grande intelligenza, ne risulta un Amleto ambulante.

Prendiamo alcune frasi dal frigo, altre dalla scarpiera, alcune dalla cassaforte, altre da sotto pelle.

Il male è uguale per tutti?

Esiste una pena per il male compiuto, non può esistere una pena per il male metafisico.

La felicità non entra in casa dalla porta principale, ma da quella di servizio.

La felicità? Non suona al campanello. Entra da dietro, in ciabatte.

Non sempre “scoprendo” si vede meglio. Talvolta vediamo meglio a cose coperte.

Incrociare la folla: incontro a quattrocchi.

Per salvarsi dalle selezioni dei campi di sterminio, i prigionieri internati fingevano quanto più possibile un aspetto salutare.

In momenti di eccezionale gravità, trucchi, maschere, finzioni, gag, possono rivelarsi salvifiche.

Truccarsi per non morire.

In certe tragedie, sopravvive chi sa recitare.

Avere degli scheletri nell'armadio dimostra indubitabilmente che, almeno, un armadio c'è.

Vi sono culture che espandono, altre che sintetizzano.

Tante e tante persone restano per noi solo uno spettacolo di ombre cinesi sul muro del pregiudizio. 

L'altra "persona" non è un Daniele con delle varianti. L'altro è altra cosa.

Tutti diversi, con diritti uguali per tutti.

Anche Madame Verità, a volte, si tinge i capelli e racconta qualche colta menzogna.

Quante matriosche? Per cominciare, una semplicità contiene una complessità che contiene un'altra semplicità...

La forza: saper controllare la forza.

Milano. Sfilate collezioni Autunno-Inverno arte contemporanea. D.S.K. non c'è

Milano. Vernissage, passerelle, fondi arabi, sculture col pelo. D.S.K. non pervenuto.

Nella corrente d'acqua, per arrivare a un punto, non remi seguendo una linea retta.

In acqua non si rema dritti, si deriva. Eppure si arriva.

I performer '70 urlavano “Rivoluzione!". Quelli di adesso "Signor Presidente".

Anche il cane, anche il gatto possono essere i nostri salvatori.

Farmazia. Zia consiglia in famiglia.

Farmazia. Verità famigliari con dosi e controindicazioni.

L'alterità va considerata individualmente: ognuno ha la propria.

La verità. Personalizzata, taglia unica non esiste.

Si scrive Settanta, non Tettanta

Non smemorato, non distratto. Ho una percezione del tempo differente da...

Non smemorato né distratto: solo un viaggiatore temporale con fuso orario proprio.

Quanti più dati numerici ricevo su di una persona, maggiormente fatico a farmene un'idea.

Non di rado, rallentando l'arrivo, vai più  lontano.

Quel momento in cui il gioielliere preleva le gemme dalla cassaforte per esporle in vetrina.

Per quanto ne sappiamo, Cristo fu performer e fotografo, non pittore (sulla sabbia) e scrittore.

Saper ascoltare è un "fare", una posizione attiva.

Sono le maschere ad aver reso immortale Goldoni, non la sua riforma.
Meglio: sono le maschere ad aver reso immortale le riforma di Goldoni.

Goldoni? Immortale non per la riforma, ma per le maschere. 

Goldoni, riforme mascherate.

Troppi Caravaggi, troppi Leonardi, troppi Raffaelli, troppi! O troppo pochi?

1. Sono sempre d'accordo con chi mi critica, per qualche ragione hanno sempre ragione.
2. Do sempre ragione a chi mi critica, per qualche ragione hanno sempre ragione.

Non chiedetemi di fare l'avvocato di D.S.K., per favore.

Cornici d'acciaio per non far esplodere la bellezza.

Cornici. Prigioni dorate per la bellezza.

E quella cornice sulla battigia? Il dipinto é affogato nel mare dell'arte.

E quella cornice sulla battigia? L’arte è annegata.

Quacchio. Quadro del cacchio.

Non il male compiuto, non il male metafisico: solo il male minore conta davvero.

All'atto pratico, l'ateo, più che un "senza  Dio", è persona alla quale non vengono settimanalmente riepilogate le virtù cardinali e teologali.

Cornici: delimitano le isole dell'arcipelago pittura.

Cornici: vestono i nudi dipinti.

Arte, haute couture con tela di cotone.

Non ha nulla da nascondere. Infatti non ha nulla da mostrare.

Il sublime, a mente fredda, scivola nel ridicolo.
Cionondimeno, il ridicolo non sarà sublime.

La bellezza dei giovani? L'unica difesa che hanno.

La Sindone di Torino? Un selfie fatto da Dio.

Va benino, non c'è malaccio. Preferibili al male e al bene.

Cornice: i dubbi dell'artista ci fanno intorno parecchi giri di pista.

Cornice: spartiacque tra il vero (dentro) e il verosimile (intorno).

Condannando l'omicida alla pena capitale assassiniamo il Caravaggio che è in lui.

L'apparente mancanza di etica della verità artistica ne rappresenta il punto filosoficamente rilevante.
 
Quel momento in cui l'orologio segna l'ora, anzi, il minuto della salvazione. 

E' buona educazione, nell'incrociare taluni, togliersi il cervello (cappello). 
 
Ma, in quel caso, anche un'oncia in meno, sarebbe troppo. 

Tutto Daniele è nel lavoro artistico; poi resta poco da scoprire e da spogliare.

Il ritardo? Un vezzo strategico: si arriva altrove, e spesso meglio.

I PUNTO A CAPO
1 re-ri-re-ri-re-riflexxioni
2 sacrosante ovvietà 
3 pellaccia pelliccia sintetica
4 souvenir de famille
5 si sa che... (ma chi lo sa davvero?)
 
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Monday, March 16, 2020

Renato Barilli sulle lobby dell'arte in Italia


Interessantissimo intervento di Renato Barilli sulle lobby dell'arte in Italia (dopo quello, altrettanto incisivo, di Demetrio Paparoni)
Come antidoto alla loro influenza, il noto critico ci suggerisce di "immunizzarci", esplicita allusione all'analogia lobby - virus. In effetti, il contagio informativo (o dis-informativo) e la replicazione parassitaria sono i meccanismi con cui esse si estendono e proliferano attraverso le istituzioni d'arte pubbliche.

https://www.informazionesenzafiltro.it/litalia-dellarte-litalia-delle-lobby/


Friday, February 14, 2020

Thursday, February 13, 2020

Osservatorio Difesa Artisti

Tranqui2 è blog di riflessione e documentazione dell'Osservatorio Difesa Artisti

Saturday, February 1, 2020

Saturday, October 19, 2019

Comedy cur-actor iconology: the Audrey Irmas Award and Carolyn Christov Bakargiev

>>>è un post in progress, testo in via di stesura






UEFA Cup



TROLL2, prima e dopo il sorriso a 365 denti


>>>comedy cur-actor iconology: Carolyn Christov-Bakargiev and the Audrey Irmas Award for Curatorial Excellence - Bard College.

Attenzione, post in progress: testo e correzioni in via di stesura...

>>>il processo di creazione di opere d'arte simulate (che ho definito "simulacra-azione") aggrega composti estremamente compressi in un'unica cornice: materiali ibridi di molteplice provenienza tratti da ambiti che potremmo ritenere inconciliabili. Riferimenti highbrow e citazioni colte dalla storia dell'arte vengono sovrapposte, fatte collidere con matrici formali proprie del mainstream, fino ad accenti trash e kitsch dei quali non è difficile rintracciare l'originale derivazione.

Si può osservare come la semplice documentazione di "Audrey Irmas Award for Curatorial Excellence - Bard College" assuma tinte parodistiche nella costante preoccupazione dimostrativa che predispone un racconto visivo adatto ad accreditarsi come autorevole, alludendo a un implicito assenso proveniente dall'ambiente accademico, per ottenere nel giornalismo d'arte della stampa specializzata una diffusione dell'evento Nobel della curatela, arricchito di uno scintillio glamour in quanto hollywoodianamente Oscar della curatela, e persino il termine "excellence" mutuato da una accezione riferibile alla divulgazione delle "eccellenze ricerca scientifica" appare, nella sua pretesa assertiva fuori contesto, indiretta conseguenza di altre "eccellenze", reverenziale titolo onorifico delle poltrone delle istituzioni pubbliche d'arte ordinate a schema piramidale o, più prosaicamente, le "eccellenze" da acquolina in bocca degli itinerari slow food, prodotti tipici ecc...

In quanto (soprattutto se artisti) spettatori ectoplasmatici di un'agguerrita macchina di consenso, siamo catapultati, attraverso una seduttiva malia visiva che ripristina in noi gli schemi mentali più retrivi dell'ovvio e del banale (e privi di quella mediazione ironica consapevole e dichiarata postulata dal postmodernismo) nel loro tunnel Troll2: dopo il trono, il castello, il cagnolino e  l'Ecce Yeti non poteva mancare il Gran Premio, la Coppa delle Coppe.

Per l'occasione C.C.B. sfodera quel sorriso a 365 denti, il sorriso assoluto (vedi il press-kit di Documenta - ma già ci erano stati mitragliati dal Vernissage-Giornale dell'Arte) chiara sintomatologia di un'euforia allucinata nella sua aggressività persuasiva, molto più advertising pasta dentifricia che arte di propaganda; oltre a esso vediamo in scena ancora i gesti di un lessico visivo da tela secentesca, una mano poggiata sul petto mentre l'altra sorregge l'attributo iconografico che la qualifica.

L'estirpazione dei malintesi che proliferano nelle stanze dell'arte di stato appare una sfida contro l'Idra del successo che crea successo autogenerando consenso: il premio award della nomenclatura viene a sua volta promosso dal Castello di Rivoli la cui mission sembra sia far pubblicità a C.C.B.
E non si capisce perché sia scritto in terza persona considerando che, in concreto, Rivoli è utilizzato come fosse il suo Instagram:
https://www.castellodirivoli.org/carolyn-christov-bakargiev-to-receive-the-2019-audrey-irmas-award-for-curatorial-excellence/

"Not art", categorie generali

Il ping pong tra attori prevede continui rilanci di prolissità, vedi l'articolo + intervista di Artnet firmato Naomi Rea: "Super-Curator", "presides over her kingdom", "topped ArtReview's annual Power list". 

Qui ritroviamo la classica gragnola di risposte che se lette con lenti non appannate risultano senza attenuanti, argomenti ricorrenti nei filosofi mancati che inquinano l'arte italiana da decenni con le lacune intellettuali che li hanno resi tali: la preoccupazione dimostrativa, l'aver sostituito il metodo critico con una cattiva letteratura addolcita da pillole di Pensieri Perugina rubati ad altre discipline, la prospettiva storica rovesciata (e una mooooooooooooolto personale opinione sugli art historians), soprattutto quel pernicioso nucleo di pensiero unico maschile determinate nel negare una possibile negoziazione con approcci e visioni diverse. "L'arte è filosofia empirica", afferma Bakargiev, e i "critici, curatori, collezionisti, riviste" addirittura "storici dell'arte" che non capiscono questo sono i corifei della non-arte: "amount of stuff (...) is not art". 

Argomenti da sempre alibi capziosi per un arbitrio assoluto nella gestione delle istituzioni pubbliche, possiamo immaginarci con quale pluralismo viste le premesse.
In un'opera che, Leonardo o non Leonardo, resta pur sempre, al minimo sindacale, testo visivo di  una eccezionale sostenutezza formale, genesi della nostra stessa nozione attuale di arte, documento di un capolavoro perduto, Bakargiev non vede altro che due occhi da "pesce morto - dead fish". Grande acume critico.
Da assiduo frequentatore del pensiero femminile, dal mio mito letterario Virginia Woolf in poi, mi dispiace dire che fatico a ritrovarne qui elementi davvero pregnanti al di là delle dichiarazioni di facciata atte a imbellettare un esasperato individualismo fallocentrico.  

"Amount of stuff - is not art", afferma Bakargiev: metodo per sottrazioni ed esclusioni (tuttavia sempre assertivo nel linguaggio) che prevede l'omissione di "amount of stuff", l'ignorare posizioni di alterità rispetto ai propri paradigmi, e al tempo stesso sistematizza argomenti che ne neghino l'esistenza. 
Quell'enorme "amount of stuff - not art" che sembrerebbe ignorato, resta tuttavia centrale nella sua elaborazione teorica, infatti sarebbe incorretto affermare che venga ritenuto da C.C.B. poco rilevante o poco significativo; poiché viene rubricato nella categoria della "non-arte", ne costituisce un termine generale di riferimento fondamentale in un quadro di rigidità classificatoria per categorie generali. 
Perché il nucleo motore che informa una così spiccata vocazione al paradigma negativo (la not art) possa sopravvivere, è necessaria una continua presa di distanza dai fenomeni osservati; l'intervista di Artnet affastella dubbi demolitivi su "artificial intelligence","critics, curators", "art historians, collectors, magazines", "scientific and technological revolution",  "the art market", "the pseudo-Leonardo" etc etc... E' critica d'arte o teologia medievale? 


Hate sociale + lo scacco teorico

In definitiva, viene pagata dalle istituzioni italiane per diffondere nuovi pregiudizi e hate sociale verso gli artisti, dato che la produzione da lei non stimata ed esposta  - l'amount of stuff corrisponde al  99,99% - dovrebbe essere considerata "non arte": implicitamente sta tacciando d'impostura e di frode ciò che esula dai suoi schemi teorici, l'arte visiva non a target museale, scarsamente funzionale alla sua posizione di potere, inclusa quella che, in una prospettiva controculturale, di subculture, underground, ha un ruolo sociale imprescindibile. Prassi, questa, che continua da decenni. Gli artisti che operano nel territorio sanno bene quale veleno di pregiudizi e disprezzo tali funzionari dell'arte di stato siano riusciti a instillare nel pubblico, utilizzando la cabina di regia delle istituzioni.
Se un'istituzione pubblica d'arte contemporanea rinuncia pregiudizialmente all'inclusione di nuovi modelli teorici non può veramente definirsi tale; contemporaneità non è divulgazione midcult di pratiche e stili riconoscibili perché assimilabili a ricerche artistiche già ampiamente acquisite.

Se dovessimo registrare graficamente le connessioni interne del suo pensiero ne risulterebbe un continuo rimbalzo tra paradigma negativo e linguaggio assertivo, formulazioni di per sé irrisolte che tuttavia le consentono di far approdare l'attenzione dello spettatore (che ne abbia accettato i presupposti) in uno spazio di epifanie visive aderenti alla sua visionarietà strutturata per sviluppi di nuclei tematici, mentre le formule teoriche rimangono lacunose e irrisolte. 
L'interrogativo a cui assistiamo ci irretisce con una densità di convenzioni maschili-fallocentriche, lo schema piramidale dei ruoli, l'enumerazione quantitativa top list, la relazione uno/molti, il feticcio-preda-premio, la sprezzatura dell'intellettuale, per poi disconoscerle. 

Meno visionaria Vettese, ma scaltra e condizionata da una fortissima attitudine manipolatoria, adotta strumenti teorici direi mimetici. Il paradigma negativo permane ma viene occultato spezzandolo in una miriade di spostamenti terminologici, come ho cercato d'indicare nel commento a "Arte contemporanea" edito da Il Mulino. Prevedendo che enunciare not-art equivalga a predisporsi a subire uno scacco teorico, non tocca pezzi pesanti, muove i pedoni.

Sì, la "super-Curator" sguaina l'ennesimo sorriso a 365 denti, quindi s'avventura sul territorio dell'etica per riflessioni di elevato contenuto morale. 
Tuttavia omette di spiegarci quale ruolo avrà nel CRRI l'Andrea Viliani, sostenitore della strumentalizzazione politica dell'arte per sua stessa ammissione, uno che da Rivoli "viene e va".
 Another question. Rivoli è ancora "promotore" del database Italian Area? Sembrerebbe di sì verificando i nomi italiani invitati negli ultimi anni  e i componenti del comitato  artistico consultivo.

La pubblicità del premio nel sito del Castello di Rivoli, quasi webpage della direttrice (e con l'avallo di Regione Piemonte e Città di Torino); sfrontatezza nel farsi i fatti propri sulla pelle di una categoria di lavoratori completamente priva di diritti.


A seguire il comunicato-stampa in italiano, anch'esso con foto.
https://www.castellodirivoli.org/wp-content/uploads/2018/10/Carolyn-Christov-Bakargiev_CCS-Bard-Award-for-Curatorial-Excellence_ITA.pdf

Inoltre, sull'incarico di Viliani a Rivoli, ecco cosa dichiara Bakargiev, come riportato dalla stampa:
"Andrea Viliani è tra le figure più competenti, precise e creative del nostro panorama culturale italiano. 
Stimato   internazionalmente,   il   suo   rientro   a   Torino   dopo   molti   anni   segna   un importante momento di sviluppo per il nostro Museo”.

Chi siano i nomi "internazionali" che condividono la sua visione strumentalizzata dell'arte non ce lo dice, in quanto "internazionale" vuol dire tutto e niente.
Nessuna presa di distanza dalle teorie del Viliani.
Io credo che si dovrà prima o poi arrivare a un chiarimento. Un'istituzione pubblica non può sostenere figure che propugnano programmaticamente la strumentalizzazione politica dell'arte.

Su ARTFORUM, sezione NEWS, articolo non firmato datato December 09, 2019 at 1:04pm...

"Andrea Viliani is among the most competent, precise, and creative figures in our Italian cultural panorama,” said Castello di Rivoli director Carolyn Christov-Bakargiev. “Esteemed internationally, his return to Turin after many years marks an important moment of development for our museum.” 

Il sorriso a 365 denti?
Certo, come per il press-kit di Documenta, tableau vivant citazionista (sorriso + ad + premio + Award + 1600) funzionale a diminuire le distanze tra contemporaneo di stato e cultura mainstream. Nel tentativo di avvicinare posizioni così lontane diventa difficile mantenere il sorvegliato controllo insito nelle loro narrazioni sull'arte, che, spossessate della loro centralità, tornano a essere permeabili dal contesto che le ridefinisce; interferenze "orizzontali" vanno a interrompere quella linea unica di sapere "verticale" alto/basso che rappresenta il primo e più grande limite del loro modello di contemporaneità.
L'enfasi attribuita al ruolo di curatore le consente di sviluppare riflessioni intorno a nuclei tematici, mentre le criticità teoriche rimangono insolute; ne consegue che l'opera viene letta per categorie extratestuali.

Mainstream e sublime

L'avvicinamento divulgativo al mainstream prevede la reintroduzione di canoni altrimenti omessi dal...
>>>è un post in progress, testo in via di stesura

Punti da sviluppare:
 1 sorriso assoluto - arte propaganda - adv
2 sublime e mainstream
3 controllo sociale artista - persuasione/dimostrazione
4 l'opera premio - la coppa - award - premiazione 
5 gerarchia dei ruoli e gerarchia delle idee
6 narrazione finzionale
7 alte pressioni di pensiero: formazione minerali
8 annullamento adulatorio: "super-curator", "presides over her kingdom", "topped ArtReview's annual Power list".

9 Il Castello di Rivoli "promuove" ancora il database Italian Area?
 


Wednesday, April 24, 2019

Museo Madre - area parcheggio area pandeggio


>>>Andrea Viliani >>>Museo Madre  >>>area parcheggio - area pandeggio


Viliani: "Condivido che l'arte dovrebbe essere più implicata dalla politica e più strumentalizzata dalla politica, effettivamente, perché vorrebbe dire che la politica riconosce all'arte quel ruolo simbolico straordinario che ha sempre avuto".

Informa il dizionario: Strumentalizzare. Servirsi di una persona o di una cosa o anche di un fatto o di un evento solamente come mezzo per perseguire un proprio fine non dichiarato ed estraneo alla natura propria di ciò di cui ci si serve.


Dichiarazioni sconcertanti condite da gesti-caricatura da panda arrampicato sui nomi che contano; dichiarazioni per le quali Viliani sembra non sia tenuto a darci un chiarimento...

Il mio commento a un articolo de Il Mattino di Napoli :
>>>l'articolo non evidenzia le criticità. Non si capisce che perdita possa essere per Napoli un direttore per il quale l'arte deve essere "strumentalizzata" dalla politica. Da un intervento di Viliani: "condivido che l'arte dovrebbe essere più implicata dalla politica e più strumentalizzata dalla politica, effettivamente, perché vorrebbe dire che la politica riconosce all'arte quel ruolo simbolico straordinario che ha sempre avuto". E' vero che in quell'inferno di lobbismo che sono le istituzioni italiane d'arte non ci si stupisce più di nulla, ma suggerisco più cautela nel magnificare meriti che andrebbero valutati con meno faciloneria. Già lo sappiamo: istituzioni pubbliche d'arte utilizzate per strategie reazionarie. Incubatori delle peggiori derive arte/ideologia del Novecento. Chi tutela, al Museo Madre, i diritti, il punto di vista, la dignità professionale e morale di chi l'arte la fa davvero: gli artisti? Gli artisti vengono selezionati dal Museo Madre non per la qualità intrinseca delle opere ma per la presenza in esse di elementi passibili di una calcolata strumentalizzazione? Teniamo conto che Andrea Viliani ha collaborato con la Bakargiev, figura appartenente al circolo di critici d'arte contemporanea passati per le pagine del Sole 24 Ore, circolo assai coeso ed organizzato da fitti rapporti, il cui scopo è cristallizzare l'arte italiana ad una eterna ripetizione dell'Arte Povera e suoi derivati (e alle sperimentazioni del secondo Novecento) con punte di neo-zdanovismo molto aggressivo come la signora V. Le lodi che Viliani attribuisce alla V. e al suo sfacciato neo-zdanovismo vanno lette come un omaggio reverenziale diretto al gruppo di potere (economico) che ha dietro, quello che ha cercato di attuare il disgustoso progetto di far coincidere la loro lobby con l'arte italiana e alla sua influenza che non ci risparmia nemmeno una scuderia di mariti e protegé men che mediocri.
 

Non troverete una sola riga di critica su personaggi quali il Viliani, malgrado la loro preoccupante visione neo-zdanovista del rapporto artisti/potere. Perché?

Sunday, February 18, 2018

"HOME"

“HOME”
>>>undoubtedly the computer has changed design practice and has become increasingly important but it is interesting to observe an inverse process, the influence of the metaphorical use of architecture in the language of the web. The “HOME” icon presents a metaphorical variation of the notion of a building just as some postmodern architecture.
http://archinect.com/kosscarpakos/project/home

Tuesday, January 9, 2018

>>>furto a Palazzo Ducale

Ostregheta
i ga ciavà
i gioiei
del Maragià

Tranzlationz:
KAKKIO!!! Hanno pataracchiato i gioielli del Maragià.




Thursday, December 21, 2017

LUCA VISMARA ANCH'IO (con o senza Rudy Zerbi?)


Rudy Zerbi + Luca Vismara
Luca Vismara anch'io. Sì, perché che sia AMICI 2017 - 2018, BIENNALE D'ARTE, Premio dei Premi o Talent dei Talent, la questione non cambia poi tanto quando c'è di mezzo il rispetto per noi artisti.
Il cantante, durante la trasmissione televisiva AMICI 2017, ha evidenziato i numerosi errori di valutazione commessi da Rudy Zerbi nel giudicare altri partecipanti al talent. Quando dalla posizione d'insegnante-critico si colpisce con una stroncatura  un artista-allievo che per arrivare dov'è ha già superato casting e audizioni non si può di certo aspettarsi sempre in risposta il piagnucolamento sottomesso "una lacrima sul viso". Il mondo musicale di Luca evidentemente prende a modello certe operazioni discografiche revival del Nord Europa che citano l'Italo Disco '80 (di Italo Disco il blog Tranqui2 ne sa qualcosa...). Zerbi non le conosce o non le apprezza, ma ritengo giusto che dia più tempo all'allievo.
Sarà interessante, in ogni caso, verificare se Luca riuscirà a trasformare il suo mondo musicale verso quel qualcosa d'altro che il contesto gli richiede, e come.
Ma c'è chi usa il suo ruolo per giocare al gatto col topo con gli artisti come accaduto anche al sottoscritto con quella "critica d'arte" Angela Vettese che non perde occasione di disprezzare gli artisti italiani a cui deve tutto e di attaccarmi (perfino nel forum di una istituzione pubblica) perché ho espresso pubblicamente e liberamente delle opinioni.
Alè! Ogni tanto qualcuno sa rispondere a tono e questo non può fare che piacere... chapeau!


Italo Disco Luca

Monday, December 11, 2017

>>> Alessandro Michele >>>Michele Danieli >>>DSK: caso GUCCI - PITTI

 Nel blog di Michele Danieli sul caso Gucci - Pitti...

DSK ha detto:
Alessando + Michele + Michele + Danieli? >>> considerando l’ironia e la jeunesse che si respira in questo blog sarebbe stato lecito aspettarsi una lettura un po’ meno ovvia professorale dell’evento Palazzo Pitti che va visto con uno sguardo allenato alle subculture giovanili e al fashion design. Gli orrori della cultura contemporanea stanno da tutt’altra parte, nelle lobby dell’arte, nelle pretestuose iperspecializzazioni, nella mancata valorizzazione dei talenti, nei musei d’arte contemporanea usati per far politica. Quindi ben venga la collezione Gucci (con le cautele necessarie, naturalmente, e senza le luci roventi che già nello studio di qualche fotografo han fatto squagliare i quadri) che è costata quanto la moda è sempre stata pagata in ogni epoca comprese quelle “fotografate” nelle cornici a foglia oro di Pitti che ogni tanto un pochino di stile “siglo de oro” Dolce&Gabbana l’hanno pure loro. C’è un termine per capire il pensiero dietro il lavoro di Alessandro Michele – Gucci: fluidità. La fluidità del fashionista accanito le manca, caro Danieli, ma impegnandosi potrà recuperare >>>difficult not to feel a little bit disappointed

micheledanieli ha detto:
Gentilissimo,
ma si figuri se io ho qualcosa contro Alessandro Michele o contro Gucci.
Se legge bene vedrà che mi fanno un po’ impressione, ma niente di più.
Certo, “capire il pensiero dietro il lavoro di Alessandro Michele” è fuori dalla mia portata, questo lo ammetto.
E ammetto anche più di una deriva D&G nelle cornici Pitti, giustissima osservazione.
Cercherò allora di essere più chiaro: mi sembra incredibile che il direttore di uno dei più importanti Musei del mondo sia ansioso di trasformare gli Uffizi in un “marchio”, in modo da poterlo svendere a una sedicente upper class che dimostra il massimo disinteresse per gli oggetti ivi contenuti (che sono poi il motivo per il quale il Museo esiste).
Questo è il punto.
Poi ci sarebbe la questione delle nomine dei direttori, dei veri motivi eccetera.
Ma questo sarebbe davvero un discorso di poca jeunesse.
MD

Sunday, December 10, 2017

>>>Angela Vettese e l'artista esibizionista: il gusto di chi disprezza gli artisti italiani (su Arte Fiera Bologna)



>>>caricature of Vettese as Pinocchia spitting on Italian artists

>>> Forse condizionata dall'estetica dell'inautentico di cui è una delle italiche promotrici, Vettese rilascia un'ultima intervista (nel suo ruolo di direttrice ARTEFIERA) colpendo verso il basso contro il segmento più debole, gli artisti italiani.

Ogni esternazione di Lady V. va tradotta tenendo conto del suo vocabolario mentale: quando parla di "artisti italiani", lei sta pensando al circolo dei creativi suoi protegé e, infatti, cita la B. che figura nella lista Italian Area.
In quanto al genericissimo "noi siamo classici" mai "convinti fino in fondo" (sempre riferito agli artisti italiani), anche questo punto richiede un chiarimento, soprattutto per chi non conosca i pregiudizi e i dogmatismi del suo percorso. Per i parametri di gusto di Vettese che interpretano il senso del tragico con un sensazionalismo assolutamente gratuito come in quel performer da lei magnificato (ma amatissimo anche da Chiara B.) che per realizzare metafore artistiche rilascia escrementi in pubblico, si fa fotografare accoppiato con i cani e si chiude in gabbia naked, qualsiasi operazione intellettuale non condizionata da una preoccupazione dimostrativa attraverso l'iperbole (in addizione o in sottrazione), qualsiasi opera che presenti un certo grado di raffinatezza intellettuale suggerita e non urlata non viene nemmeno presa in considerazione oppure bollata come "classica" in quanto mancante di eccessi pretestuosi e giullareschi (anche quando vorrebbe proporsi stilisticamente rigorosa). Loro, tale preoccupazione didascalico-dimostrativa, la chiamano thinking art.

Quando V. nel contesto dell'intervista cita la B******* vuole trasferire nell'interlocutore l'implicito messaggio che sia accettabile far collimare la sua scuderia di artisti con l'arte italiana tout court; quando dice "classici" riferendosi alla produzione attuale, intende in realtà spostare la nostra nozione del termine, farci credere cioè  che "essere convinti fino in fondo" sia adeguarsi al suo bad taste.

Dall'intervista di Roberta Scorranese:

È innegabile però che il discorso sull' arte abbia finito per prendere (o quasi) il sopravvento sulle opere e sugli artisti. Forse sono gli stessi creativi che convincono poco, con poetiche deboli? 

«Credo che gli artisti italiani oggi non abbiano ben capito di vivere un momento tragico. In fondo, la famiglia, anche se ammaccata, regge bene come stato sociale; la maggior parte dei giovani, pur se tra mille difficoltà, ha una casa di famiglia e può ancora contare sul sostegno dei genitori. Questo li porta a usare un linguaggio rassicurante, o nel tema o nella forma. Anche quando ci sono esperienze più dirompenti (penso per esempio a Rossella Biscotti che ha realizzato bei lavori come quello sul caso Moro), trovo sempre una componente criptica, come se non si fosse convinti fino in fondo. Diceva un vecchio adagio cinese: Dannato è chi vive un tempo interessante . E questo è un tempo molto interessante. Ma noi siamo classici. Io non amo l' arte dionisiaca, però giro il mondo e vedo esperienze molto più entusiasmanti laddove i problemi enormi (che sono ovunque, lo ripeto, anche da noi) sono percepiti come tali».


Le questioni della terminologia spostata e il metodo antistorico utilizzati da V per descrivere i fenomeni artistici sono messi a fuoco con più precisione nel post recensione del saggio "L'arte contemporanea"edito da Il Mulino.
http://tranqui2.blogspot.it/2013/03/il-saggio-groviera-larte-contemporanea.html