>>>è un post-in-progress, testo e correzioni in via di stesura...
L'interpretazione de La Gioconda e de La tempesta secondo l'in-Rinascimento.
Come premessa teorica, riporto il link del testo già pubblicato in Tranqui2. A seguire, il mio nuovo intervento, in verde...
http://tranqui2.blogspot.com/2025/01/cacciari-e-la-fine-dellarte-in.html?m=1
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Perché il sorriso della Gioconda è il grado zero dell'in-Rinscimento radicalizzato?
Il sorriso della Gioconda agisce come un cavallo di Troia del radicalismo artistico nell'esatto momento in cui la riconosciamo come tale: cioè come il marchio espressione dell'artifex Leonardo, non come un semplice ritratto figurativo opera di un virtuoso ma anonimo artigiano-artista.
La "piacevolezza" su cui argomenta Cacciari e il sorriso del volto sono un veicolo visivo che serve a catturare lo spettatore, anestetizzandone le difese critiche attraverso il riconoscimento dell'invenzioe di uno stile, quello leonardesco, oggetivato nel seducente sorriso di una presenza-ritratto.
Riconoscendo l'opera come "La Gioconda di Leonardo da Vinci", lo spettatore sposta il valore dall'oggetto reale al pensiero ideativo della mente del suo autore. L'opera smette di essere materia dipinta e diventa pura estrinsecazione di uno stile e di un'autorialità assoluta.
>>>>>>Ecco l'insinuazione del virus radicale: una volta accettato il primato della firma sull'oggetto, il gene del concettualismo è inoculato.
L'opera quindi scardina il pensiero dogmatico e oppositivo. L'arte non serve solo a illustrare una verità scritta (verbale), ma fonda una verità autonoma, ambigua e intraducibile, tuttavia consapevole del suo colonizzare il cervello dello spettatore.
In quel preciso istante del riconoscimento, La Gioconda diventa veicolo dell'in-Rinascimento permanente. Un meccanismo concettuale che inevitabilmente prevede, sottintende il traguardo del ready made e la radicalizzazione dell'arte contemporanea tutta in sottrazione.
Quindi il sorriso racchiude l'autoconsapevolezza dell'esca... esso esprime l'embrionale, compiaciuta consapevolezza dell'atto di seduzione in corso. È il sorriso ironico dell'artifex che sa di stare usando la "piacevolezza" visiva come trappola concettuale, poiché esso veicola l'invenzione di uno stile: lo stile leonardesco.
La Gioconda sorride perché è cosciente del proprio ruolo... sa che, mentre ammalia l'osservatore con l'illusione della forma, sta inoculando un virus invisibile che ne minerà le certezze.
>>>>>>La "piacevolezza" dello stile leonardesco e il suo riconoscimeto sociale non è l'antitesi del concettuale, ma il suo presupposto necessario, contrariamente a quanto tanti contemporaneisti del pensiero oppositivo e lo stesso Cacciari sostengono.
È la forza gravitazionale che attira l'osservatore dentro la tana del lupo del riconoscimento definitivo della firma dell'artifex-Leonardo e quindi dell'in-Rinasciemto, convincendolo della legittimità definitiva della sua autorialità.




