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Quando un fatto o una notizia transitano direttamente da contesti altamente specialistici all'ambito della grande divulgazione, senza che si sviluppi un dibattito intermedio capace di articolare una narrazione su più livelli, il vuoto che ne deriva può facilmente, in alcuni delicati passaggi, essere simulato con stereotipi provenienti dalle logiche della narrazione giornalistica, con la precisa intenzione di distorcere il significato originario dell'evento.
La notizia, ormai ridotta a una semplice ossatura-intelaiatura di dati minimi e privi di contesto, finisce per diventare un supporto inerte sul quale vengono aggiunti ("appesi") luoghi comuni, stereotipi e categorie del tutto estranei alla natura del fatto narrato.
Un caso emblematico di tale dinamica, assai frequente tra i contemporaneisti, è rappresentato dall'articolo "E la regina dell'arte la lasciamo in Germania". Qui il vuoto interpretativo generato dalla "scarnificazione" della notizia dovuto al suo transitare da circuiti estremamente ristretti, alla divulgazione, viene colmato da una serie di luoghi comuni sui presunti mali dell'Italia, in chiave moralistica, assolutamente finzionali e antitetici alla realtà dei fatti effettivamente narrati...
Il mass-élite prevede un pubblico ma non un contropubbico...
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PUNTI DA SVILUPPARE:
- la notizia guscio - intelaiatura
- masscult + élite
- articolo di L.B.
- sotto-divulgazione
- articolo di A.D. E la regina dell'arte la lasciamo in Germania
- gli addetti ai lavori
- Estrema élite. Mainsteam estremo. Un confine sottile. Grandi distanze, confini sottili
- il contropubblico
