>>>sui i paradossi logici.
Nei miei "punto a capo" ho proposto questo:
Nel matrimonio tra un assassino e un crudele, chi ucciderà chi? Il crudele assassinerà l'altro.
Si tratta di un aforisma paradossale che contiene una riflessione. Perché la risposta è il crudele e non l'assassino?
Per definizione, l'unico dei due che compie l'atto di uccidere (l'assassino) è colui che commetterà il delitto. La natura del crudele: chi è "crudele" fa soffrire, ma questo non significa necessariamente che arrivi a togliere la vita all'altro.
Forse l'assassino ha già questo titolo perché ha ucciso in passato. Ma la domanda chiede chi compirà l'azione nel futuro "chi ucciderà chi?" Se l'assassino uccidesse ancora, la frase iniziale avrebbe dovuto usare il passato. Di conseguenza, l'unico che deve ancora compiere l'azione nel futuro per la prima volta è il crudele che "assassinerà l'altro".
La dinamica della coppia. Il crudele agisce nel presente con cattiveria. L'assassino ha già compiuto il suo atto ma non è detto che voglia farlo ancora.
Un "assassino" è tale solo perché compie l'atto di uccidere. Rappresenta lo strumento o l'azione finale.
Se il crudele uccide l'assassino, egli compie un omicidio. Quindi il crudele diventa a tutti gli effetti un assassino. L'assassino originale, venendo ucciso, cessa di esistere senza aver ucciso il partner. L'assassino iniziale perde la sua caratteristica distintiva nel matrimonio, mentre il crudele la assorbe.
L'assassino rappresenta l'azione letale inevitabile. Il crudele rappresenta la cattiveria e l'indole distruttiva.
L'aforisma stabilisce una priorità logica: la natura (essere crudele) supera l'azione (essere assassino). L'assassino compie un gesto, un lavoro, un fine. Il crudele esprime uno stato d'animo. Logicamente, l'intenzione distruttiva (la crudeltà)...
L'assassino definisce la sua colpa attraverso un'azione specifica e circoscritta. Il crudele possiede una distruttività permanente e una delibarata volontà di fare del male. Quindi il crudele è moralmente più corrotto dell'assassino. La sua colpa finale riflette la superiorità distruttiva di un carattere stabilmente malvagio rispetto a un singolo atto criminale.
La crudeltà d'animo è più forte e distruttiva della capacità pratica di uccidere.
>>>è un post in progress. Testo e correzioni in via di stesura...
