Il mio punto di vista sul rapporto architettura e parola:
l'achitettura_FABULA, o archi_FAB
http://tranqui2.blogspot.com/2009/06/architetturafabula.html
ARCHITECTURE AND WORD: the FABULA_architecture
http://tranqui2.blogspot.com/2009/06/architecture-and-word.html
Monday, November 23, 2009
Architettura e parola: l'architettura_FABULA
Sunday, November 22, 2009
Due ********** (omissis) al Castello di Rivoli
agente x2c45h: Ma se non se lo fila nessuno...è 1 totally bonkers!
agente x2c45h: Secondo me come agente 666 non vale 1 piffero. Si merita appena la sufficienza, un 666 meno meno meno, un 666 politico.
agente y9n31t: Sei, sei, sei cretino tu! Non cambiare discorso. Cosa c'entra il 6 politico!? D.S.K. ha offeso il libro d'oro dell'élite, è un traditore. Ha attaccato la nomenklatura che si ciuccia Venezia e i loro ********** (omissis) ci hanno ordinato di boicottarlo.
agente x2c45h: Na mudanda onta, diria mi, na mudanda vecia.
agente y9n31t: Ah! Benissimo X2c45h, benissimo. Vada per la mutanda pisciata!
agente x2c45h: E poi?
agente y9n31t: D.S.K. appartiene alla stirpe fetente degli eretici, ha osato porre ********** (omissis) in dubbio la buona novella annunciata dalla critica d'arte, offende le sacre verità dell'arte contemporanea, del GRAAL ready-made - il sacro GRAAL di Duchamp - Ci vuole un'azione radicale. Dobbiamo pianificare una damnatio memoriae già da ora. Il suo nome dev'essere cancellato fin dai registri dell'asilo, delle elementari, della scuola media! Facciamo sparire anche i dossier dove è stato attenzionato dai nostri colleghi dei servizi deviati per numerosi episodi imbarazzanti; persino le cimici che se ne stanno con i registratori tra le zampette sotto i tavolini dei bar devono dimenticarlo! Quelle le ipnotizziamo, gli cancelliamo lo D.S.Kos dalla memoria. Compriamo tutto lo schifìo di opere che ha dipinto - cosa facile visto che i suoi quadri valgono quattro soldi - e le distruggiamo. Le scartavetriamo.
agente x2c45h: Bruciarle non è meglio?
agente y9n31t: No no, vanno scartavetrate 1 per 1.
agente x2c45h: Vero. Meglio. Scartavetriamo. Però togliere tutte le tracce è difficile.
http://nuovavenezia.gelocal.it/dettaglio/venezia-sotto-videoscorta/1673243
agente y9n31t: Col computer oscuriamo nei video la sua immagine. La copriamo con macchie - mutanda!
agente x2c45h: MacchiaKos! MacchiaKosKy!
agente y9n31t: X2c45h! Autocontrollo! Non trascendere! Se non ci fossi io le missioni segrete ce le scoprirebbero in 5 minuti!
agente x2c45h: Chiedo scusa. Scherzetti dello stress, ultimamente ci danno troppo lavoro. In questi giorni mi hanno affidato il compito di ****** ***** ** ******* ******* ***** (omissis). L'ho detto a quelli della ********* (omissis) che ci programmino meglio le missioni! Non siamo ben coordinati. Anche alla conferenza del ministro ******* (omissis), la settimana scorsa, c'era la sala piena, ma di spettatori veri solo tre, tutti gli altri erano dei servizi!
agente y9n31t: AAAAAh sì!
agente x2c45h: Trooooooppo lavoro ultimamente.
agente y9n31t: Già...trooooooppo "lavoro", ultimamente.
Friday, July 31, 2009
Alla galleria di *** *********** *** + DRAGONBALL
- In un centro d'arte contemporanea, tesoro.
- Guarda! Lì c'è uno arrabbiato che parla serio serio ai visitatori.
- E' il direttore di questo posto: un critico d'arte, però diverso dagli altri critici. Si chiama Il Professor-oh.
- Ma perché parla così? Forse ce l'ha con qualcuno...
- Non sta parlando.
- Cosa fa, allora?
- Tiene la sua lectio magistralis perennis. Una prolusione accademica che continua - a spese nostre - da una vita, tesoro.
- Non smette mai?
- Mai!
- Mi sembra di stare a scuola con il maestro cattivo!
- Con questo qui è sempre come stare a scuola. Il Professor-oh pensa che siamo tutti suoi allievi...
- Anche te che sei grande?
- Sì.
- Anche lo zio Pino?
- Anche la zio Pino.
- Anche la postina che suona a casa di mattina?
- Anche la postina.
- Anche Ronaldo?
- Anche Ronaldo.
- Anche DRAGONBALL?
- Anche DRAGONBALL.
- Ho già voglia di fare ricreazione.
- Con il Professor-oh non c'è la ricreazione...
- Chiediamolo ai bidelli!
- Niente bidelli: qui c'è solo Il Professor-oh.
- Non mi piace questa scuola.
- Non piace a nessuno, tesoro.
- Allora perché non la chiudono?
- Perché, oltre al Professor-oh, ogni tanto (molto, molto raramente) fanno anche vedere (pochi) quadri. Tutti speriamo che li facciano vedere.
- Che bello! A me piacciono, i disegni! Li fa il Professor-oh?
- Come il mio compagno di banco, il Francone, che mi ruba i CIOCOBLOC e poi se li mangia!
Critiche alla GAMeC di Bergamo
«Arte contemporanea in mano a una lobby»
LA LETTERA «La lettera che vi ho inviato nasce dall'esigenza di segnalare al vostro giornale come nel settore dell'arte contemporanea oggi stanno avvenendo dei fatti che mettono in grave difficoltà le culture locali: un vero accentramento di poteri volto a concentrare in pochissime mani il controllo degli spazi istituzionali d'arte contemporanea. Visitando il sito-database milanese di "Italian Area" si trova, sotto l'indicazione "museo senza centro", una sorta di scacchiera composta di loghi e fotografie di importanti centri culturali italiani tra cui la GAMeC di Bergamo. "Gli artisti di Italian Area sono promossi da alcune prestigiose istituzioni italiane" è la dicitura che accompagna l'immagine. (http : / / www.italiana-rea.it/index_files/italianar ea_data/museo.html). Nella pagina d'apertura, invece ,troviamo la seguente frase: "Gli artisti sono selezionati tra quelli promossi dalle più importanti istituzioni italiane e internazionali, nonché tra coloro che hanno contribuito a determinare l'attuale scena artistica".
Non è necessario essere uno specialista d'arte contemporanea per capire che tra i due "promuovere" c'è un passaggio che non appare: il comitato milanese di quattro critici che decide chi rilanciare in tutto il circuito. Perchè la GAMeC promuove gli artisti di quell'archivio milanese? Che spazio riserva la GAMeC agli artisti presenti nel territorio dove opera e ai creativi indipendenti? Io sono un’artista che, proprio a Venezia, ha avviato una polemica che ha portato alla riapertura degli spazi istituzionali ai creativi attivi nel territorio in un'istituzione come la Bevilacqua la Masa, che era ormai uno spazio per valorizzare quasi esclusivamente famosi nomi internazionali e artisti italiani già noti. Ora si è passati a una gestione più equilibrata che sposa, insieme all'apertura internazionale (che pure oggi è necessaria per non rinchiudersi in sterili provincialismi), anche un'attenzione per ciò che di valido e propositivo i creativi presenti nel territorio vanno elaborando. La questione "Italian Area", quindi, è da inserire in un'ottica più vasta di chi vuole attuare una sottrazione di autonomia alle realtà locali per renderle succubi di pochi.
La problematica, lo comprendo, è delicata, d'altra parte è giusto che l'opinione pubblica sia informata che non sempre ciò che vede esposto in blasonati musei d'arte contemporanea è selezionato in base solamente a parametri di qualità e di merito. Grazie dell’attenzione, Daniele Scarpa Kos»
Di fatto solo nel mondo dell'arte contemporanea, al contrario di ciò che accade in tutti i settori della cultura, vediamo istituzioni pubbliche - non stiamo parlando di fondazioni private - guidate da intellettuali che si sottraggono al confronto con l'opinione pubblica, al dibattito.
Wednesday, June 10, 2009
ITALIAN AREA - trucchi e incongruenze di un web database
Visitando il sito-database milanese di Italian Area (archivio di artisti scelti da un comitato direttivo composto dai critici Bertola, Farronato, Scardi, Vettese) leggiamo, nella presentazione del progetto:
"Gli artisti sono selezionati tra quelli promossi dalle più importanti istituzioni italiane e internazionali, nonché tra coloro che hanno contribuito a determinare l'attuale scena artistica"
Quali "importanti istituzioni italiane"? Italian Area non ce lo dice: il sito rinvia ad una pagina web inesistente (ed è da molto tempo - sicuramente alcuni anni - che a quella scritta non corrisponde alcun collegamento):
Sotto l'indicazione "museo senza centro", invece, appare una scacchiera con sigle e fotografie di centri culturali d'arte italiani. La dicitura che accompagna l'immagine:
"Gli artisti di Italian Area sono promossi da alcune prestigiose istituzioni italiane"
L'immagine stavolta è molto chiara. La lista (che io chiamerei il listone) riunisce sotto la bandiera di Italian Area spazi espositivi di tutto il Paese. Attenzione: la pagina web museo senza centro non ci dice che "gli artisti sono selezionati" - da Italian Area - " tra quelli promossi dalle..." ma che "gli artisti in Italian Area sono promossi da alcune prestigiose istituzioni".
Non è necessario essere uno specialista d'arte contemporanea per capire che tra i due "promuovere" c'è un un passaggio che non appare: il comitato milanese di quattro critici che decide chi rilanciare in tutto il circuito.
Chi promuove l'intera lista è il medesimo soggetto che sceglie al primo passaggio.
Le "importanti istituzioni" promuovono gli artisti in Italian Area o Italian Area stessa?
E' Italian Area a scegliere gli artisti "promossi dalle" o sono le "importanti istituzioni" a promuovere Italian Area (critici e artisti compresi)?
Sono i quattro critici del comitato direttivo a scegliere o essi sono parte integrante di un unica scacchiera che promuove?
Per quale ragione un sito di tale influenza presenta simili, evidenti incongruenze?
Perché fondazioni private sono poste nella medesima lista di istituzioni pubbliche che hanno tutt'altra mission, cioè il dovere di restituire al pubblico una maggiore obbiettività nell'informazione sull'arte contemporanea?
Le "importanti istituzioni" promuovono gli artisti in che modo? Che differenza c'è tra promuovere un artista ed esporre alcune sue opere?
Gli artisti non presenti in Italian Area trovano, essendo esclusi da questo schema ambiguo (nel quale non è chiaro se le "importanti istituzioni" fanno addirittura parte di Italian Area - Museo senza centro) maggiori difficoltà ad accedere agli spazi pubblici d'arte contemporanea?
A tutt'oggi non troviamo in Italian Area una chiara cronologia sui successivi aggiornamenti, le date di inclusione dei nuovi artisti. Senza una puntuale cronologia non è possibile, per il lettore del sito, ricostruire quali siano le modifiche che il database è andato assumendo nel tempo, come abbia interagito con le nuove tendenze e l'evoluzione del gusto.
Questo fatto, inoltre, ha una conseguenza metodologica molto concreta. Supponiamo che l'artista X sia:
A. esposto dal museo
B. inserito in Italian Area
oppure:
A. inserito in Italian Area
B. esposto dal museo
Sono due fenomeni completamente diversi.
Nel primo caso, Italian Area potrebbe semplicemente documentare una legittimazione già avvenuta. Nel secondo, si potrebbe ipotizzare che il database abbia contribuito alla successiva legittimazione dell'artista.
Pagine web "not found", affermazioni sconcertanti, istituzioni pubbliche confuse con fondazioni private, foto delle opere in formato francobollo, cronologia assente: incredibile la quantità di errori e ambiguità contenute nelle poche pagine web di presentazione del sito Italian Area. Vorrei ricordare che il comitato direttivo del database milanese può avvalersi della consulenza dei più preparati specialisti in materia. Le incredibili incongruenze del sito Italian Area, quindi, non possono essere casuali, bensì frutto di una strategia intenzionale. Il listone "museo senza centro" non è altro che una coda di pavone aperta a bella posta per impressionare gli ingenui, i male informati, per intimidire, negando al contempo centralità alla figura dell'artista.
Un consiglio al comitato direttivo di Italian Area.
Cercate online un dizionario sinonimi e contrari
Usatelo. Capirete che è possibile sostituire uno dei due promuovono con espongono, capirete che è possibile modificare quei commenti terza media che si leggono nel vostro sito.
Il listone della "scacchiera": Castello di Rivoli, Castel Sant'Elmo, Centro Luigi Pecci Prato, Gam Torino, Galleria civica Arte Contemporanea Trento, Galleria Civica Modena, Gnam Roma, Macro Roma, Mart Trento Rovereto, MAXXI Roma, Museion Bolzano, Pac Milano, Spazio Sottozero Palazzo delle Esposizioni Roma, Palazzo delle Papesse Siena, Fondazione Bevilacqua la Masa Venezia, Fondazione Adriano Olivetti Roma, Fondazione Antonio Ratti Como, Fondazione Querini Stampalia Venezia, Fondazione Re Sandretto Rebaudengo Torino, Fondazione Teseco Prato, Trevi Flash Art Museum, Futuro Roma, Careof Milano, Via Farini Milano.
Interventi su Italian Area:
http://tranqui2.blogspot.com/2009/07/italian-area-e-il-pensiero-unico.html
http://tranqui2.blogspot.com/2010/02/ia-documenti-1-nasce-ia-exibart.html
Monday, June 8, 2009
architettura_FABULA - architettura e parola
L'architettura_FABULA è un metodo che ogni architetto può applicare, come formula teorica di base, ai propri progetti, al proprio stile. (*)
L'architettura_FABULA prevede, come prima fase del progetto, la scelta di un racconto: romanzo, fumetto, saggio, poesia, biografia. In questo percorso, il testo e il racconto divengono parte del disegno della struttura architettonica, sono contenuti in essa. "Contenuti in essa" significa che essi rimangono dei sottoinsiemi inseriti in un insieme più ampio. Questo passaggio è fondamentale per evitare che narrazione e parola condizionino il progetto in modo assoluto, o per assenza o per presenza.
Nell'architettura del "meno è più" e di "ornamento e delitto" esse sono esterne - per assenza -, risiedono nei testi teorici, e costituiscono la premessa che vincola il disegno in una sottrazione di racconto che si concreta nell'estrema semplificazione delle forme. All'opposto, nell'architettura dell'eclettismo storicistico, dei parchi divertimento a tema, di certo postmoderno, è il racconto, la sua illustrazione, ad uscire da un sottoinsieme determinando - per presenza - il disegno di tutto l'edificio. Nell'archi_FAB la funzione sottoinsieme è perciò fondamentale.
In che modo un racconto, un saggio, un fumetto, ecc.. possono divenire sottoinsieme? Attraverso diverse possibilità:
- Riduzione, come nella stencil graffiti art (o nella sticker art) di parte del testo in una immagine sintetica ripetuta a modulo in sottoinsiemi all'interno del progetto (per sottolineare dettagli architettonici), una sorta di logo dell'edificio.
-Riassunto del racconto ad alcuni passaggi di FABULA da inserire come elementi formali in sottoinsiemi che dialogano con il disegno del progetto.
- Inserimento di parti di testo nella struttura esterna ed interna.
- Elementi tratti dalla scrittura (lettere ecc...) e loro collocazione nella "impaginazione" delle forme architettoniche.
- Scritte-immagini-marchi che richiamano il testo.
- Immagini descrittive della storia inserite in sottoinsiemi utilizzati come motivi di disegno iscritti nella forma architettonica: punti di snodo sulle superfici esterne ed interne. La successione logica degli spazi diviene successione temporale, film.
- Immagini del racconto poste secondo l'ordine logico delle figure retoriche: analessi, prolessi, enjambement, accumulazione, ecc..
- Fare di funzione e parola un sistema binario continuamente in relazione nella dialettica insieme/sottoinsieme.
- Storyboard e struttura procedono in un'unica sequenza.
L'architettura_FABULA non deve essere confusa con la decorazione e l'ornamento.
L'architettura_FABULA è_non_è parola.
L'Architettura_FABULA introduce un pensiero dialettico tra insieme e sottoinsiemi, funzione e parola.
Per l'architettura-FABULA un edificio rappresenta una macchina antropologica che prevede - come in un romanzo - tutte le azioni che essa racchiude: l'entrare, l'uscire, l'affacciarsi, il camminare, ecc... Le superfici di una costruzione sono parentesi (tonde, quadre) che delimitano eventi, storie, azioni: una matrioska. L'architettura produce narrazione, contiene parole. Questo è il punto di partenza, la base sulla quale l'archi_FAB articola una struttura.
(*) L'architettura_FABULA è_non_è uno stile architettonico.
(continua...)
Cari lettori di TRANQUI2, questo testo è un brogliaccio, una riflessione, appunti sparsi utili solo a me. Quindi, per favore, andate a leggervi qualche altro post, fate log-out dalla ghiandola pineale, andate a linkare un ditone a Babbo Natale, toglietevi la web-cam dai piedi. Disconnettetevi. Fuori dai pon pon!
Friday, August 8, 2008
Ipotesi su ITALIAN AREA #1
A. esposto dal museo
B. inserito in Italian Area
oppure:
A. inserito in Italian Area
B. esposto dal museo
Sono due fenomeni completamente diversi.
Nel primo caso, Italian Area potrebbe semplicemente documentare una legittimazione già avvenuta. Nel secondo, si potrebbe ipotizzare che il database abbia contribuito alla successiva legittimazione dell'artista.
- Il critico-d'arte-teorico si moltiplica nei 4-critici-selezionatori del comitato direttivo.
- La sigla "Italian Area" scelta denuncia la preoccupazione di omologarsi a un internazionalismo di maniera, attuato col supino adattamento all'idioma della cultura ritenuta (in questo momento) dominante.
Monday, September 10, 2007
Lettera "Bevilacqua La Masa" - Il Gazzettino, 28 febbraio 2004
Il Gazzettino, sabato 28 febbraio 2004
“Bevilacqua La Masa snobba i giovani artisti” di Daniele Scarpa Kos
Alcuni mesi fa il curatore dell’archivio della fondazione Bevilacqua La Masa mi chiese una cartella di documentazione dei miei dipinti da spedire all’archivio di Via Farini a Milano ed una seconda da inserire in quello della fondazione. Per me è stata una sorpresa perché dalla maggiore età in poi non ho più partecipato alle collettive della Bevilacqua né ho mai fatto richiesta di uno studio a Palazzo Carminati. Il responsabile dell’archivio aveva visto alcuni miei quadri anni fa ad una collettiva di artisti alla Querini Stampalia.








