Saturday, April 20, 2013

>>>from forums... in dialogo con Cristiana su Rem Koolhaas - Fondaco dei Tedeschi

Grazie ankora Cristiana… in quanto a me, ho deciso di piantarla di perder tempo a dire la mia su Venezia kon lunghi discorsi. A ke serve? Anzi, ci rimetto. In Venice la nomenklatura premia i mutolini, dame di corte, dame di kompagnia, universimafia, professori-in-loden-dentro, le professolesse, amici-mici e leccafoots! Alle volte mi sembra di muovermi pericolosamente con andamento bustrofedico in una rettiliera! Ma getto sul piatto solo 1 riflessione, giusto per andare oltre le stereotipie da “pensiero unico” tipo grandi cattedrali dell’architettura e del sistema dell’arte, circondate poi da deserto e squallore, che resta il modo di ragionare di chi non conosce i problemi nel dettaglio.
E’ stata prevista per tale maxicontenitore, l’opzione di dedicare alcuni spazi alle attività (artigianali e non) che danno immagine e prospettive di sviluppo futuro diverse da un’offerta merceologica cittadina sempre più squalificata verso il basso? Equilibrare qualità, tradizione e innovazione si può (gli esempi ci sono) basta non credere agli snob del pexximismo cronico aggravato, i/le rappresentanti con valigetta dell’internazionale conformista…
E non mi si venga a dire ke le regole non lo consentono. Da sempre in secula seculorum kon qualke furbata si è sempre potuto far (quazi) todo. Anke senza dover innalzare in provincia altari a San Ni-Koolhaas, protettore dell’anima sua e solo sua.

 https://www.artribune.com/tribnews/2013/03/essere-o-non-essere-rem-koolhaas-il-comune-di-venezia-da-lok-al-progetto-del-fondaco-dei-tedeschi-ma-i-maldipancia-dei-puristi-riemergono/