Saturday, October 17, 2026

Un sogno-enigma veneziano

Sì, un sogno-enigma veneziano. Chi ho sognato?

A quell'animula vagula blandula, tata dotata di tacchi, che passa e ripassa davanti alla gallery in orario di chiusura, con quell'aria da mannequin svagata... vuoi forse farci credere che quell'andirivieni ondulatorio sia solo andamento bustrofedico?  Ma andiamo, mia cara! Tu speri di ********* quello scavezzacollo di pittore e combinare il *********... Quale pittore? Il qual dei quali. Il tal dei tali. DSK? LVB? Chissà!

Ti ricordi quel giorno in Campo San Luca? Ma te lo ricordo io, tesoro: gli artisti non si ********** alla schiena. Avverti, almeno.

Suvvia, pensaci. Le telecamere son picciole picciole, sono occhietti piccioli piccioli, spioni voyeur elettonici, e registrata t'hanno, e più di una volta. Non voltarti indietro, adesso, quando arrivi al ponte... non è chic!

Per cui, cara tata dotata di tacchi, se puoi, scendi dalla passerella e pensaci: dopo quel giorno, lo scavezzacollo si è cautelato...

Wednesday, September 16, 2026

>>>nuove CORNICI per ottobre 2026

La signora Cornice, il signor Quadro. Coabitano nello stesso appartamento.

Cornice cerca dipinto. Astenersi senza titolo.

Perché Fontana tagliava i quadri? Per estrarne il cuore.

Il ritratto di un assassino. La cornice è innocente. 

Dorian Gray. Ritratto d'identità.

Olio su Carta d'Identità.

Perchè Dorian Gray ha distrutto il quadro? Era solo un brutto ritratto.

Il ritratto di Dorian Gray? L'aveva dipinto S...

Perché i ritratti di Sargent sono così *****? Sono tutti Dorian.

Dorian Gray? Un brutto ritratto. Tutto qui. 

Autoritratto d'identità.

Tecnica mista su carta (d'identità)

Dorian Gray? Pittore assolto per insufficenza di prove.

Quadro condannato. Pittore assolto.

Thursday, September 10, 2026

Forum Bevilacqua la Masa 2004... e Saverio Simi de Burgis

>>>Saverio Simi de Burgis... un ricordo. 

>>>nel 2004, il dibattito aperto dalla mia lettera al Gazzettino e sviluppatosi sul forum della Fondazione Bevilacqua La Masa portò alla riapertura delle mostre personali dedicate agli artisti del territorio, un ciclo quindi iniziato nel gennaio 2005 con un'esposizione a Palazzetto Tito di una nota artista, poi proseguito per anni con le personali di molti altri nomi (potete facilmente rintracciarli online)...

È stato da parte mia un vero atto d’amore verso Venezia e i suoi artisti, in una prospettiva di sviluppo: quella consapevolezza di sguardo verso il futuro che nel Veneto è mancata per troppo tempo. Tuttavia, Saverio Simi de Burgis fu l'unico esponente della critica d'arte a esprimermi solidarietà, per il resto indifferenza (episodi inquietanti a parte).

Vorrei ribadire, per non essere frainteso, che non ho alcuna avversione personale verso i critici e gli intellettuali con i quali mi sono posto in una posizione dialettica, quelle e quelli che pure ho criticato qui... anzi, direi che i loro saggie e scritti mi affascinano, altrimenti non perderei tempo a relazionarmi con loro. Il fatto è che la partita teorica è una partita a scacchi, e se c'è da mangiare una pedina, la sfida va accettata, nel rispetto dell'interlocutore. Per questo li invito a un confronto costruttivo, a un dialogo... La proiezione del nemico (laddove non esiste) e il pensiero oppositivo non fanno parte né della mia forma mentis, né della mia psicologia.

Infatti, al di là dello specifico di quella vicenda inerente alla Bevilacqua, ciò che più mi interessava era immettere nel dibattito culturale schemi di pensiero non-oppositivo... 

Tutto il mio lavoro svolto qui e altrove nasce da un tentativo di immaginare e sperimentare nuovi modelli teorici.

http://tranqui2.blogspot.com/2008/08/lettera-bevilacqua-la-masa-il.html?m=0


 


>>>è un post-in-progress, testo e correzioni in via di stesura...

Friday, July 31, 2026

La Gioconda secondo la teoria dell'in-Rinascimento (+ La tempesta + Massimo Cacciari)

>>>è un post-in-progress, testo e correzioni in via di stesura...

L'interpretazione de La Gioconda e de La tempesta secondo l'in-Rinascimento. 

Come premessa teorica, riporto il link del testo già pubblicato in Tranqui2. A seguire, il mio nuovo intervento, in verde...

http://tranqui2.blogspot.com/2025/01/cacciari-e-la-fine-dellarte-in.html?m=1

***

Perché il sorriso della Gioconda è il grado zero dell'in-Rinscimento radicalizzato?

Il sorriso della Gioconda agisce come un cavallo di Troia del radicalismo artistico nell'esatto momento in cui la riconosciamo come tale: cioè come il marchio espressione dell'artifex Leonardo, non come un semplice ritratto figurativo opera di un virtuoso ma anonimo artigiano-artista.

La "piacevolezza" su cui argomenta Cacciari e il sorriso del volto sono un veicolo visivo che serve a catturare lo spettatore, anestetizzandone le difese critiche attraverso il riconoscimento dell'invenzioe di uno stile, quello leonardesco, oggetivato nel seducente sorriso di una presenza-ritratto.

>>>>>>Riconoscendo l'opera come "La Gioconda di Leonardo da Vinci", lo spettatore sposta il valore dall'oggetto reale al pensiero ideativo della mente del suo autore. L'opera smette di essere materia dipinta e diventa pura estrinsecazione di uno stile e di un'autorialità assoluta. 

>>>>>>Ecco l'insinuazione del virus radicale: una volta accettato il primato della firma sull'oggetto, il gene del concettualismo è inoculato. 

L'opera quindi scardina il pensiero dogmatico e oppositivo. L'arte non serve solo a illustrare una verità scritta (verbale), ma fonda una verità autonoma, ambigua e intraducibile, tuttavia consapevole del suo colonizzare il cervello dello spettatore.

In quel preciso istante del riconoscimento, La Gioconda diventa veicolo dell'in-Rinascimento permanente. Un meccanismo concettuale che inevitabilmente prevede, sottintende il traguardo del ready made e la radicalizzazione dell'arte contemporanea tutta in sottrazione.

Quindi il sorriso racchiude l'autoconsapevolezza dell'esca... esso esprime l'embrionale, compiaciuta consapevolezza dell'atto di seduzione in corso. È il sorriso ironico dell'artifex che sa di stare usando la "piacevolezza" visiva come trappola concettuale, poiché esso veicola l'invenzione di uno stile: lo stile leonardesco.

La Gioconda sorride perché è cosciente del proprio ruolo... sa che, mentre ammalia l'osservatore con l'illusione della forma, sta inoculando un virus invisibile che ne minerà le certezze. 

>>>>>>La "piacevolezza" dello stile leonardesco e il suo riconoscimeto sociale non è l'antitesi del concettuale, ma il suo presupposto necessario, contrariamente a quanto tanti contemporaneisti del pensiero oppositivo e lo stesso Cacciari sostengono. 

È la forza gravitazionale che attira l'osservatore verso il riconoscimento definitivo della firma dell'artifex-Leonardo e quindi dell'in-Rinasciemto, convincendolo della legittimità definitiva della sua autorialità.


Ne La tempesta di Giorgione il processo di sviluppo della legittimazione e del riconoscimento sociale dell'artifex si presenta già in uno stadio avanzato, poiché ciò che vediamo sembrerebbe essere una filiazione della "Gioconda" stessa (intesa come paradigma dell'in-Rinascimento). Essa allatta il proprio piccolo: il nutrimento di uno sdoppiamento, di una moltiplicazione di vettori. È la diffusione del radicalismo del Rinascimento mutato nell'in-Rinascimento conseguente al prevalere del ruolo dell'UMANISTA all'interno della triade UMANISTA-ARTISTA-COMMITTENTE.

Si inaugura quindi, nella dialettica della dinamica interna tra vettori, un circuito chiuso che alimenta il motore del segmento UMANISTA della triade, favorendo, con i punti interrogativi residuali degli scarti del meccanismo, l'avvio della retrocessione in sottrazione dell'in-Rinascimento permanente fino all'ossatura originaria dell'opera dell'artifex.
 
Ne La Gioconda, la dinamica dell'ambiguità permanente dell'esca visiva e della legittimazione dell'artifex produce un circuito tutto interno a un unico vettore: gli step successivi si alimentano a vicenda in un ciclo infinito che impedisce al Rinascimento di concludersi. 
 
>>>La Gioconda sorride... c'è nella sua espressione che "sorride di sé" la certezza che l'accettazione sociale della sua "piacevolezza" imporrà il primato dell'idea della firma dell'artifex (divo pop) sulla materia, aprendo la strada alla sottrazione radicale dell'arte contemporanea, negandosi nel suo affermarsi...

>>>>>>il filosofo Cacciari, inconsapevole lattante della Gioconda.

>>>a causa dell'allattamento inconsapevole drl gene leonardesco, Cacciari tenta oggi disperatamente di rigettarne i sintomi dei quali non riesce a rintracciare l'origine.

La tragedia e la farsa della posizione di Cacciari sta nel fatto che la sua ribellione è prevista dal sistema stesso. Anzi, è la forma più potente che ha di perpetuarsi. Smaterializzandosi, esso diviene pervasivo.
Il paradosso risiede nel fatto che non si può vomitare ciò che è ormai diventato parte del proprio sangue: Cacciari, combattendo i sintomi, gli esiti contemporanei di quell'antico nutrimento (attraverso il pensiero oppositivo), in realtà li replica...

Punti da sviluppare:
>>> Perché, secondo l'in-Rinascimento, La Gioconda sorride

>>>cosa contiene il dipinto di Giorgione

>>>la cornice 

>>>>>>il limite dell'analisi proposta da Cacciari risiede nel collocare la sfera delle idee entro una successione temporale linearmente in divenire, considerata da una prospettiva percettiva puramente esterna. Dobbiamo considerare la realtà delle idee come multidimensionale: essa non si limita a evolversi, ma può anche retroagire, deviare o stratificarsi. È esattamente quanto accade nell'arte contemporanea, caratterizzata da una costante tendenza a ritornare verso un paradigma fondativo: il riconoscimento sociale dell'artista in quanto artifex.

- poiché il ready- made può essere riassunto come "un Leonardo senza Gioconda", si potrebbe dire che la retroazione di Duchamp è una visione intellettuale da storico dell'arte, rivolta al "passato"... La sua opera fondamentale, quindi, va individuata in L.H.O.O.Q, la Gioconda alterata con baffi e pizzetto, assai più rappresentativa della Fontana.

 >>>è un post-in-progress, testo e correzioni in via di stesura...

Cosa hanno in comune le mostre di un artista veneziano con un celebre FILM del 2013?

Leggilo qui:

https://www.instagram.com/reel/DQRjGk_jPlZ/


Wednesday, July 29, 2026

NFT, AI, READY MADE: la moltiplicazione apparente >>>ancora sulla teoria dell'in-Rinascimento.

>>>intendo qui sviluppare alcune nuove considerazioni sulla teoria... le trovate in fondo al post, scritte in VERDE, in calce alle premesse teoriche...

 


***

Qui, intanto, riporto come premessa l'intervento già postato in Tranqui2:

>>>commento l'intervento di Massimo Cacciari - La fine dell'arte.

>>>vi consiglio di rintracciare la prima parte dell'intervento di Cacciari (c'è il video - CACCIARI - LA FINE DELL'ARTE) in cui emerge la sua preoccupazione di stabilire dei primati, secondo schemi di pensiero (maschile) oppositivi, uno/molti, gerarchici piramidali, verticali.
In realtà, stabilire una priorità tra linguaggio verbale e linguaggio non-verbale risulta concettualmente superfluo, poiché entrambi assolvono a funzioni comunicative radicalmente distinte.
Pericoloso affrontare questioni teoriche fondamentali utilizzando terminologie, categorie approssimative e riferimenti incorretti. Risulta incorretto ridurre l'arte sacra alla categoria del cultuale, in quanto essa deve essere articolata nelle sue molteplici funzioni, tra cui la narrazione della storia sacra, l'arte teologica, l'arte mistica (dalla spiccata matrice visionaria) e l'arte cultuale (l'immagine che fa da supporto alla preghiera e al rito). Inoltre, il suo intervento denota lacunosa conoscenza della storia dell'arte: l'arte-pensiero ha trovato la sua definizione nel Rinascimento nella triangolazione ARTISTA - UMANISTA - COMMITTENTE, speculare a quella sequenza  - ARTISTA - CRITICO D'ARTE - ISTITUZIONE MUSEO restituita nell'attalità dal circuito del contemporaneo. L'opera d'arte estrinsecazione di pensiero ideativo trova, attraverso numerosi passaggi, una sua definitiva precisazione nel Rinascimento parallelamente all'emergere del ruolo sociale dell'artista divo "pop", artifex "firma", mente depositaria della paternità creativa del proprio "stile", quello leonardesco, michelangiolesco, giorgionesco, ecc...

Quindi: riconoscimento sociale dell'invenzione di uno stile (e di una poetica), da sommare alla mediazione dell'umanista. E se le correnti sperimentali dall'arte moderna in poi hanno sviluppato massimamente il segmento UMANISTA (il pensiero), lo hanno potuto grazie a una parallela ed eguale enfatizzazione del segmento ARTISTA (il pensiero formale, lo stile). 

Senza il sigillo dell'artifex connesso storicamente con il riconoscimento sociale dell'artista "firma" cognomen + nomen, nome d'arte, Duchamp non avrebbe vegato la sigla R.Mutt sull'oggetto, né Manzoni segnato a colpi di pennarello le modelle, né l'Arte Povera strutturato una poetica in sottrazione fino allo stato di natura sommandovi tuttavia il marchio dell'artifex. Seguendo tale prospettiva, si potrebbe ipotizzare che la diffusione globale dell'arte-UMANISTA-pensiero + ARTISTA-artifex, quella "arte contemporanea" quale etichetta-contenitore utilizzata da Cacciari,  per intenderci, andrebbe riletta come l'espandersi, a secoli di distanza, del Rinascimento su scala planetaria. 

Lo stesso ready-made nelle sue infinite variazioni potrebbe essere considerato il portato delle funzioni "artifex-firma" attivate nel Rinascimento. Il Rinascimento si è sviluppato su più linee e filoni, radicalizzandosi.

Segnatamente, assistiamo a cicliche spinte di de-Rinascimento, e proprio in quei microclimi culturali locali dove il sistema dell'arte (o ciò che ne resta) opera per separare il ruolo sociale dell'artista dal territorio, il cur-actor ecc... Da qui la mia teoria dell'in-Rinascimento e del de-Rinascimento... Sì, il Rinascimento non si è mai concluso... 

>>>Cacciari non è consapevole appieno del suo voler decodificare con il linguaggio verbale una distinta categoria di linguaggio intresicamente non-verbale. Prima di essere interpretata con i dispositivi del linguaggio verbale, l'arte visiva va tradotta: ecco la funzione del critico d'arte, che dovrebbe rendersi "traduttore" di un'alterità...

>>>La "piacevolezza" dell'opera non è un argomento critico. L'arte visiva utilizza dei veicoli e degli strumenti che vanno tradotti, così come avviene nel cinema, che utilizza attrici fotogeniche e attraenti o set ricostruiti che sono un veicolo, ma che non ci dicono nulla di definitivo sull'intenzione dell'autore (in quel caso, non è la piacevolezza di attrici e attori il fine dell'autorialità del regista). Il pensiero si manifesta anche laddove non viene esplicitato in modo dimostrativo e verbalizzato. "Pensiero" e "verbalizzazione" sono termini da non sovrapporre; Cacciari sovrappone e oppone, manifesta stereotipie di pensiero oppositive che prevedono un primato opposto a un non-primato, un presente opposto a un passato, un presente di pensiero opposto a un passato di "piacevolezza", omettendo le linee di continuità, le assonanze, la corretta contestualizzazione... quindi determina il rovesciamento della prospettiva storica in una sequenza antistorica fondata su una sorta di illusione ottica di chi osserva il passato con gli occhiali del presente, secondo cui il passato viene visto come un presente incompleto, non come la sua necessaria premessa... 

>>>Il Rinascimento e l’artista-intellettuale (Alberti ecc…), l’artista divo-pop (che si rapporta alla pari con papi e monarchi), l’opera concettualizzata dall’umanista (congiuntamente all’artista-umanista), hanno contribuito a fondare le premesse cognitive che ci consentono di considerare opere contemporanee apparentemente immateriali come fenomeni artistici oggetto di attenzione.

>>>In-Rinascimento inteso come condizione dell'arte in cui una variabile fondamentale è il definitivo riconoscimento sociale del ruolo dell'artista quale "artifex-firma".

>>>Il pensiero oppositivo non può che produrre come esito ultimo le derive di una prospettiva antistorica...

>>> primato, primato, primato, primato. Primato del linguaggio verbale per eclissare l'autonomia dell'arte e della verità artistica...

>>>se invece per "piacevolezza" intendiamo non una generica qualità estetica accattivante dal punto di vista formale, ma la l'orignalità dell'invenzione di uno stile (leonardesco, michelangiolesco, raffaellesco , ecc..)  e il suo riconoscimeto sociale attraverso la legittimazione del'artista come artifex-firma e divo-pop, essa non è l'antitesi del concettuale, ma il suo presupposto necessario, contrariamente a quanto tanti contemporaneisti del pensiero oppositivo e lo stesso Cacciari sostengono.
 
***
 
Perché il sorriso della Gioconda è il grado zero dell'in-Rinscimento radicalizzato?

Il sorriso della Gioconda agisce come un cavallo di Troia del radicalismo artistico nell'esatto momento in cui la riconosciamo come tale: cioè come il marchio espressione dell'artifex Leonardo, non come un semplice ritratto figurativo opera di un virtuoso ma anonimo artigiano-artista.

La "piacevolezza" su cui argomenta Cacciari e il sorriso del volto sono un veicolo visivo che serve a catturare lo spettatore, anestetizzandone le difese critiche attraverso il riconoscimento dell'invenzioe di uno stile, quello leonardesco, oggetivato nel seducente sorriso di una presenza-ritratto.

>>>Riconoscendo l'opera come "La Gioconda di Leonardo da Vinci", lo spettatore sposta il valore dall'oggetto reale al pensiero ideativo della mente del suo autore. L'opera smette di essere materia dipinta e diventa pura estrinsecazione di uno stile e di un'autorialità assoluta. 

>>>Ecco l'insinuazione del virus radicale: una volta accettato il primato della firma sull'oggetto, il gene del concettualismo è inoculato. 

L'opera quindi scardina il pensiero dogmatico e oppositivo. L'arte non serve solo a illustrare una verità scritta (verbale), ma fonda una verità autonoma, ambigua e intraducibile, tuttavia consapevole del suo colonizzare il cervello dello spettatore.

In quel preciso istante del riconoscimento, La Gioconda diventa veicolo dell'in-Rinascimento permanente. Un meccanismo concettuale che inevitabilmente prevede, sottintende il traguardo del ready made e la radicalizzazione dell'arte contemporanea tutta in sottrazione.

Quindi il sorriso racchiude l'autoconsapevolezza dell'esca... esso esprime l'embrionale, compiaciuta consapevolezza dell'atto di seduzione in corso. È il sorriso ironico dell'artifex che sa di stare usando la "piacevolezza" visiva come trappola concettuale, poiché esso veicola l'invenzione di uno stile: lo stile leonardesco.

La Gioconda sorride perché è cosciente del proprio ruolo... sa che, mentre ammalia l'osservatore con l'illusione della forma, sta inoculando un virus invisibile che ne minerà le certezze. 

>>>>>>La "piacevolezza" dello stile leonardesco e il suo riconoscimeto sociale non è l'antitesi del concettuale, ma il suo presupposto necessario, contrariamente a quanto tanti contemporaneisti del pensiero oppositivo e lo stesso Cacciari sostengono. 

È la forza gravitazionale che attira l'osservatore verso il riconoscimento definitivo della firma dell'artifex-Leonardo e quindi dell'in-Rinasciemto, convincendolo della legittimità definitiva della sua autorialità.

Ne La tempesta di Giorgione il processo di sviluppo della legittimazione e del riconoscimento sociale dell'artifex si presenta già in uno stadio avanzato, poiché ciò che vediamo sembrerebbe essere una filiazione della "Gioconda" stessa (intesa come paradigma dell'in-Rinascimento). Essa allatta il proprio piccolo: il nutrimento di uno sdoppiamento, di una moltiplicazione di vettori. È la diffusione del radicalismo del Rinascimento mutato nell'in-Rinascimento conseguente al prevalere del ruolo dell'UMANISTA all'interno della triade UMANISTA-ARTISTA-COMMITTENTE.

Si inaugura quindi, nella dialettica della dinamica interna tra vettori, un circuito chiuso che alimenta il motore del segmento UMANISTA della triade, favorendo, con i punti interrogativi residuali degli scarti del meccanismo, l'avvio della retrocessione in sottrazione dell'in-Rinascimento permanente fino all'ossatura originaria dell'opera dell'artifex.
 
Ne La Gioconda, la dinamica dell'ambiguità permanente dell'esca visiva e della legittimazione dell'artifex produce un circuito tutto interno a un unico vettore: gli step successivi si alimentano a vicenda in un ciclo infinito che impedisce al Rinascimento di concludersi.
 
>>>La Gioconda sorride... c'è nella sua espressione che "sorride di sé" la certezza che l'accettazione sociale della sua "piacevolezza" imporrà il primato dell'idea della firma dell'artifex (divo pop) sulla materia, aprendo la strada alla sottrazione radicale dell'arte contemporanea, negandosi nel suo affermarsi...

>>>il filosofo Cacciari, inconsapevole lattante della Gioconda.

>>>a causa dell'allattamento inconsapevole drl gene leonardesco, Cacciari tenta oggi disperatamente di rigettarne i sintomi dei quali non riesce a rintracciare l'origine.

La tragedia e la farsa della posizione di Cacciari sta nel fatto che la sua ribellione è prevista dal sistema stesso. Anzi, è la forma più potente che ha di perpetuarsi. Smaterializzandosi, esso diviene pervasivo.
Il paradosso risiede nel fatto che non si può vomitare ciò che è ormai diventato parte del proprio sangue: Cacciari, combattendo i sintomi, gli esiti contemporanei di quell'antico nutrimento (attraverso il pensiero oppositivo), in realtà li replica...

***
 
- NUOVI PUNTI DA SVILUPPARE:

- l'apparente moltiplicazione dei vettori: in realtà è suddivisione in una estrema frammentazione verso lo zero. 

Dall'esterno, cioè dal punto di vista dell'osservatore storico del divenire delle arti: da un vettore si passa a molti vettori.

Sembra una moltiplicazione. 

Dall'interno della dinamica, invece: da un vettore si passa a una scomposizione, suddivisione, frazionamento del paradigma. 

È una frazionamento.

Quindi non avremo la sequenza 1 - 2 - 4 - 8... ma piuttosto: 1 ... 1/2, 1/2... 1/4, 1/4, 1/4, 1/4...

Il numero dei vettori aumenta, ma la loro unità resta 1. 
La molteplicità è un dato percettivo superficiale. La “moltiplicazione” esiste soltanto per chi guarda il fenomeno in prospettiva temporale e fenomenica.

L'in-Rinascimento non produce una molteplicità di vettori; produce l'apparenza di una molteplicità attraverso la suddivisione progressiva di un vettore originario. 

Questo spiegherebbe perché il fenomeno possa sembrare contemporaneamente centrifugo nella storia (il suo svilupparsi e colonizzare il pianeta) e centripeto nella struttura.

Dovrebbe essere questa la ragione per cui, moltiplicandosi, tende apparentemente (al suo esterno) allo zero... 

Il ready made da un lato, l'NFT (Non-Fungible Token) e l'arte digitale AI dall'altro, sembrano confermare questa ipotesi teorica. 
Se, infatti, il paradigma iniziale si moltiplicasse, perderebbe di unicità e valore. 

Dividendosi al suo interno, il paradigma iniziale rimane (matematicamente) inalterato, la moltiplicazione è una percezione dell'osservatore.

In questo doppio punto di vista (ciò che appare e ciò che accade) la teoria risolve alcune apparenti contraddizioni della fenomenologia dell'arte, a cominciare dalla questione della riproducibiltà dell'opera...

***

Ai lettori di Tranqui2... Cercherei riferimenti matematici o di fisica teorica che descrivano un'entità la cui espansione avvenga esternamente per moltiplicazione e internamente per divisione, con una costante retroazione verso un unico paradigma.

Se avete suggerimenti o spunti di riflessione in merito, vi invito a scrivermi. Grazie in anticipo.

 danielevenezia4@libero.it

***

 - non un Rinascimento che sopravvive nel futuro, ma un futuro che, mentre sembra allontanarsi dal Rinascimento, continua a retroagire verso la struttura che esso ha aperto. Un dispositivo generativo.

- il presente non coincidente. L'orologio da polso.
 
- la dimensione pluricentrica e centripeta. Linea e punti.
 
- persistenza attraverso il rovesciamento.

- >>>il limite dell'analisi proposta da Cacciari risiede nel collocare la sfera delle idee entro una successione temporale linearmente in divenire, considerata da una prospettiva percettiva puramente esterna. Dobbiamo considerare la realtà delle idee come multidimensionale: essa non si limita a evolversi, ma può anche retroagire, deviare o stratificarsi. È esattamente quanto accade nell'arte contemporanea, caratterizzata da una costante tendenza a ritornare verso un paradigma fondativo: il riconoscimento sociale dell'artista in quanto artifex.

- poiché il ready- made può essere riassunto come "un Leonardo senza Gioconda", si potrebbe dire che la retroazione di Duchamp è una visione intellettuale da storico dell'arte, rivolta al "passato"... La sua opera-manifesto, la sua opera fondamentale, quindi, va individuata in L.H.O.O.Q, la Gioconda "retroagita" con baffi e pizzetto.

È un post in progress. Testo e correzioni in via di stesura...

Un enigma paradossale

 

>>>sui i paradossi logici.

Dalla serie dei miei "punto a capo":

Nel matrimonio tra un assassino e un crudele, chi ucciderà chi? Il crudele assassinerà l'altro.

Per definizione, l'unico dei due che compie l'atto di uccidere (l'assassino) è colui che commetterà il delitto. La natura del crudele: chi è "crudele" fa soffrire, ma questo non significa necessariamente che arrivi a togliere la vita all'altro.

Forse l'assassino ha già questo titolo perché ha ucciso in passato. Ma la domanda chiede chi compirà l'azione nel futuro "chi ucciderà chi?" Se l'assassino uccidesse ancora, la frase iniziale avrebbe dovuto usare il passato. Di conseguenza, l'unico che deve ancora compiere l'azione nel futuro per la prima volta è il crudele che "assassinerà l'altro".

La dinamica della coppia. Il crudele agisce nel presente con cattiveria. L'assassino ha già compiuto il suo atto ma non è detto che voglia farlo ancora. 

Un "assassino" è tale solo perché compie l'atto di uccidere. Rappresenta lo strumento o l'azione finale. 

Se il crudele uccide l'assassino, egli compie un omicidio. Quindi il crudele diventa a tutti gli effetti un assassino. L'assassino originale, venendo ucciso, cessa di esistere senza aver ucciso il partner. L'assassino iniziale perde la sua caratteristica distintiva nel matrimonio, mentre il crudele la assorbe.

L'assassino rappresenta l'azione letale. Il crudele rappresenta la cattiveria e l'indole distruttiva.

Si stabilisce una priorità logica: la natura (essere crudele) supera l'azione (essere assassino). L'assassino compie un gesto. Il crudele esprime uno stato d'animo. Logicamente, l'intenzione distruttiva: la crudeltà...

L'assassino definisce la sua colpa attraverso un'azione specifica e circoscritta. Il crudele possiede una distruttività permanente e una delibarata volontà di fare del male. La sua colpa finale riflette la superiorità distruttiva di un carattere stabilmente malvagio rispetto a un singolo atto criminale?

La crudeltà d'animo è più forte e distruttiva della capacità pratica di uccidere?

Variazioni:

Nel matrimonio tra un assassino e un crudele, chi uccide chi? Il crudele assassina l'altro.

Nel matrimonio tra un assassino e un crudele, chi ha ucciso chi? Il crudele ha assissato l'altro.

***

In italiano, la parola "assassino" non indica solo chi uccide, ma può essere usata anche come aggettivo per descrivere un atto o un evento.

In questo paradosso, la parola "matrimonio" non significa solo sposarsi; significa unione o combinazione di due elementi: c'è un atto mortale (l'assassino). Questo atto viene compiuto da una persona spietata (il crudele): quindi porebbero essere gli aggettivi per definire un'unica persona...

L'altro, quindi, è già morto?

La lavagna del futuro...

>>>è un post in progress. Testo e correzioni in via di stesura...

Tuesday, July 28, 2026

>>>supplemento a CORNICI

https://www.instagram.com/reel/DWypWRfDLve/?igsh=cXhnc29jd3hzNDFy

 >>>ho addizionato nuove CORNICI al blog, di conseguenza non compaiono nel testo pubblicato su Civiltà Poetiche...

+ Isole dell'arcipelag.

+ Incornicia, decornicia, stracornicia. Chi è? 

+ I dubbi dell'artista ci fanno parecchi giri di pista intorno.

+ sopra gli altari.

+ Sigillano la verità artistica.

+ E quella cornice sulla battigia? Il dipinto é affogato nel mare dell'arte.

+ Affilate e taglienti, specchiere...  

+ Sugli specchi: recidono la visuale in un prima e un dopo.

+ Sempre, sempre, sempre specchi.

+ 1700, senza appello.

+ Guilloché.

+ Neorinascimentali.

+ Rococò e decò.

 + Accentate.

+ Cuspidate, goticheggiando.

+ Di fotografie: freezer in cui congelare gli sguardi.

+ Quando le scornici, le fotografie si sciolgono.

+ Rococò, minimal: la differenza non sta nel decoro.

+ Sistema di filtraggio.

+ La storia dell'arte non è una prigione e le cornici non sono chiuse a chiave.

+ Addomesticano le ore selvagge.

+ Spartiacque tra verosimile e verismo? Oppure: Spartiacque tra iperrealismo e verismo?

+ Le Salvator Rosa, binari per polittici regionali.

+ Cornici Salvator Rosa. Binari lumeggiati a foglia argento.

+ Quasi postmoderne. Memphis, diresti.

+ Scollate o schiodate, in limine, borderline.

+ arginano le turbolenze degli "ismi", con discrezione.

+ lascia le scarpe fuori, quando ci entri dentro. 

+ lascia la cornice fuori, si entra a quadro scalzo.

+ policornici polittici.

+ per parlare con il ritratto, premere il titolo.

+ recto, verso, e il resto son fatti suoi.

+ cornicia-io.

+ sconfinare oltre la cornice di ferro.

+ invitano l'arte a sconfinare.

+ il passaporto, prego.

 + canta, la muta materia, ingabbiata nella cornice.

+  tiro in porta, tiro in cornice.

+ mettici la rete e fai gol.

+ dagli 11 metri segni il quadro di rigore.

+ fatta d'errori, la cornice del vero.

oppure: quella del vero si compone (scompone) di errori.

+ del sovraporta.

+ quasi sempre i paesaggi ci finiscono dentro.

+ per aprirle c'è il codice di sicurezza.


Friday, July 4, 2025

TRANQUI2 >>>i post più letti

I post piu letti di TRANQUI2?

Comprensibilmente, spicca l'intervento sulla bocciatura di Angela Vettese a professore ordinario. L'opinione pubblica ha cercato in TRANQUI2 qualche briciola di controinformazione sul caso. 1811 views. 

Una buona occasione per mettere in discussione le lacune di un modello teorico che ha pesato per decenni sull'arte italiana. 

Molto interesse anche per una concorrente della trasmissione AMICI/AMICHE con il brano "Voglio andare a vivere in campagna": Carolyn Christov-Bakargiev. Ooooooops! None. Errore. Mi skuso. CBB è quella famosa per il throning in Germania e a Rivoli. Quella che pensa con la raffinatezza teorica della Scuola del Trinciapollo: ART vs NOT-ART e in mezzo niente. Contenti loro... 616 letture. 


Il Prof precipita nella chart di T2! Solo 299 punti in totale. Amicus Prof, sed magis amica veritas. Simpatico, il Prof.

DISKO STROBE si posiZIOna a 233 e sale di 2 posiZIOni rispetto a 2 posiZIOni fa. Una posiZIOne strobe. Prossima posiZIOne n° 1? Solo ZIO lo sa.

L'archistar Tadao Ando e i capelli architettonici brutalisti a quota 379 ocio ocio.

Era caruccia l'idea delle "&"... Molto letta, anke: 1132 👁. Ma per entrare nel cervello dei contemporaneisti italici un'idea deve avere bollino estero, altrimenti è non pervenuta.

I tre de IL VOLO imbavagliati (sequestrati?) stanno a 242 fagioli. Tombola!


Ancora un post sul sorriso a 365 denti di Bakargiev incassa 394 👁. Tripudio di studi odontoiatrici e toothpaste commercials. Dicono che è andata in pensione. Forse intendevano dire che quando era la regina del Rivoli Castello ha pre-pensionato intere generazioni di artisti italiani...


... e queste sono le pagine lette paese x paese. Il Brasile ama Tranqui2. Sì, ci faccio un pensierino.


Tra le ultime posizioni brilla il post incompiuto su Giovanni Floris che intervista la Cristiana Collu che intervista i poveri cavalli appesi, meno tassidermizzati di quelli di Cattelan, certo, ma comunque non in buona salute. 

Adesso che Collu ha preso il posto che è stato (alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia) di una curatrice di mostre tra le più tristi, mi sarebbe piaciuto vederla in top ten, non solo per premiare il coraggio di far entrare un po’ d’aria nuova.

Dopo tanti anni annorum (decenni) di mostre serissime, rigorosamente molto molto tristi, malinconicissime, estremamente sofferenti e sofferte, pare che con la Collu si apra, per la Fondazione Querini Stampalia, un futuro più roseo, in cui l'ironia e qualche sana risata non saranno più considerate nemiche dell'arte. 
Applausi (sinceri) a Cristiana Collu.

La ricetta del dottore a base di anti-tristesse la giriamo adesso a Torino. E sì, viene da dire: finalmente se n’è andata. Anche se “se n’è andata” è forse un ottimismo eccessivo. In certe situazioni veneziane che tendono a ristagnare fino all’assurdo c’è sempre il rischio di ritrovarsela davanti con tutto il suo circo di tristezze cronico-aggravate prima o poi...




Un consiglio: prendete un bel quadernino a quadretti, inchiostro Pelikan, e cominciate a scrivere la lista dei critici, curatori, direttori e sottodirettori protagonisti della scena artistica veneziana degli ultimi lustri. E lustri. E ancora lustri. Capirete il clima plumbeo tra fondazioni, istituti di cultura e mostre. 

Risultato? L’era artica dei Gran Tristoni dove l’unico calore proveniva dal termosifone acceso durante il vernissage con prosecco e taralli.

>>>Robe di K: Kontemporaneità intesa in modo skolastico, nemika di slanci immaginativi e ludici, sempre e solo ideologika, sempre e solo in sottrazione e derivativa dei modelli teorici del sekondo Novecento. Una stagione glaciale riprodotta kuasi burokraticamente in fotokopia anastatika che ha killerato ogni altra possibilità kreativa.

Sunday, March 23, 2025

>>>i perché >>>rewind


Le lingue straniere? Quelle abbaiate dai cani e miagolate dai gatti.

È sconveniente chiedere l’età a una Poesia.

Lo scudo di Achille? Scolpiscitelo nella testa.

"Se la domanda è sciocca, la risposta può esserlo ancora di più." Non siamo tenuti a dare senso a domande inutili.

Pietroiusti? Si è mangiato tutti i risparmi.

Gemelli: Titolo e Senza Titolo.

Titoli di testa. Titoli di coda. I senza titolo di testa. I senza titolo di coda.

Le lingue straniere? Quelle usate dagli elefanti in vacanza a Parigi.

Crediamo nello smartphone, ma non nei miracoli.

La salvezza va aggiornata ogni 15 minuti.

[Daniele, ore 02:14] Do sempre ragione a chi mi critica: per qualche ragione hanno ragione.

[Daniele, ore 02:16] Ho cercato di uscire da me, per guardarmi da fuori. Quello che ho visto era una cosa estremamente...

[Daniele, ore 03:16] Ho cercato di uscire da me, per guardarmi da fuori. Quello che ho visto era poco fotogenico.

Lucrezia: autori-taglio su tela.

Se la giustizia è cieca e la fortuna è calva, chi sono la muta e la sorda?

A questo punto mi sono veramente rotto il pos. Vaffanbancomat!

A Venezia si chiama spaventapiccioni, non spaventapasseri. 

DSK, spaventaturisti.

Lucio (Fontana) e Lucrezia? Colti coltelli.

Lucio e Lavinia? Sorelle Fontana.

Antinoo: di(v)o pop.

La Cinquecento: forme uniche nella viabilità dello spazio.

L'ARCO DI COSTANTINO? Zattera di superstiti al naufragio del mondo antico.

L'anti-Antinoo? Jim Morrison

Antinoo? Ragazzo di vita di Roma (antica).

Jim Morrison e Ian Curtis cantavano al Colosseo? Noo.

Lautréamont è stato un po' un Antinoo? Anche-noo.

Cosa ci fa Antinoo nei clipei dell'Arco di Costantino? Top Of The Pops.

Jim Morrison, Ian Curtis, Kurt Cobain... Gli Anti - noo.

Antinoo cantava in una boy band?

Le memorie di Adriano (Celentano).

Le memorie di Adriano (Panatta). Dritto e rovescio.

Le memorie di Adriano (Celentano). Il tempo se ne va.

Le memorie di Adriano (Pappalardo). Ricominciamo con la solita Storia.

31 luglio compleanno. Al 31 agosto, il complemese.

Cinquecento Cinquecento. L'auto-Rinascimento.

Wednesday, January 15, 2025

>>>Massimo Cacciari e la fine dell'arte >>>in-Rinascimento e de-Rinascimento


>>>commento l'intervento di Massimo Cacciari - La fine dell'arte. Ecco a seguire (dopo il link del video) alcune note, inclusa la mia teoria su in-Rinascimento e de-Rinascimento.

https://m.youtube.com/watch?v=67_mQ2coewU

>>>vi consiglio di rintracciare la prima parte dell'intervento di Cacciari (c'è il video - CACCIARI - LA FINE DELL'ARTE) in cui emerge la sua preoccupazione di stabilire dei primati, secondo schemi di pensiero (maschile) oppositivi, uno/molti, gerarchici piramidali, verticali. 

In realtà, stabilire una priorità tra linguaggio verbale e linguaggio non-verbale risulta concettualmente superfluo, poiché entrambi assolvono a funzioni comunicative radicalmente distinte. Pericoloso affrontare questioni teoriche fondamentali utilizzando terminologie, categorie approssimative e riferimenti incorretti. 

Risulta incorretto ridurre l'arte sacra alla categoria del cultuale, in quanto essa deve essere articolata nelle sue molteplici funzioni, tra cui la narrazione della storia sacra, l'arte teologica, l'arte mistica (dalla spiccata matrice visionaria) e l'arte cultuale (l'immagine che fa da supporto al rito e alla preghiera). 

Inoltre, il suo intervento denota lacunosa conoscenza della storia dell'arte: l'arte-pensiero ha trovato la sua definizione nel Rinascimento nella triangolazione ARTISTA - UMANISTA - COMMITTENTE, speculare a quella sequenza  - ARTISTA - CRITICO D'ARTE - ISTITUZIONE MUSEO restituita nell'attalità dal circuito del contemporaneo. 

L'opera d'arte estrinsecazione di pensiero ideativo trova, attraverso numerosi passaggi, una sua definitiva precisazione nel Rinascimento parallelamente all'emergere del ruolo sociale dell'artista divo "pop", artifex "firma", mente depositaria della paternità creativa del proprio "stile", quello leonardesco, michelangiolesco, giorgionesco, ecc...

Quindi: riconoscimento sociale dell'invenzione di uno stile (e di una poetica), da sommare alla mediazione dell'umanista. E se le correnti sperimentali dall'arte moderna in poi hanno sviluppato massimamente il segmento UMANISTA (il pensiero), lo hanno potuto grazie a una parallela ed eguale enfatizzazione del segmento ARTISTA (il pensiero formale, lo stile). 

Senza il sigillo dell'artifex connesso storicamente con il riconoscimento sociale dell'artista "firma" cognomen + nomen, nome d'arte, Duchamp non avrebbe vegato la sigla R.Mutt sull'oggetto, né Manzoni segnato a colpi di pennarello le modelle, né l'Arte Povera strutturato una poetica in sottrazione fino allo stato di natura sommandovi tuttavia il marchio dell'artifex. 

Seguendo tale prospettiva, si potrebbe ipotizzare che la diffusione globale dell'arte-UMANISTA-pensiero + ARTISTA-artifex, quella "arte contemporanea" quale etichetta-contenitore utilizzata da Cacciari,  per intenderci, andrebbe riletta come l'espandersi, a secoli di distanza, del Rinascimento su scala planetaria. 

Lo stesso ready-made nelle sue infinite variazioni potrebbe essere considerato il portato delle funzioni "artifex-firma" attivate nel Rinascimento. Il Rinascimento si è sviluppato su più linee e filoni, radicalizzandosi.

Segnatamente, assistiamo a cicliche spinte di de-Rinascimento, e proprio in quei microclimi culturali locali dove il sistema dell'arte (o ciò che ne resta) opera per separare il ruolo sociale dell'artista dal territorio, il cur-actor ecc... Da qui la mia teoria dell'in-Rinascimento e del de-Rinascimento... Sì, il Rinascimento non si è mai concluso... 

>>>Cacciari non è consapevole appieno del suo voler decodificare con il linguaggio verbale una distinta categoria di linguaggio intresicamente non-verbale. Prima di essere interpretata con i dispositivi del linguaggio verbale, l'arte visiva va tradotta: ecco la funzione del critico d'arte, che dovrebbe rendersi "traduttore" di un'alterità...

>>>La "piacevolezza" dell'opera non è un argomento critico di per sé, intesa genericamente.

L'arte visiva utilizza dei veicoli e degli strumenti che vanno tradotti, così come avviene nel cinema, che utilizza attrici fotogeniche e attraenti o set ricostruiti che sono un veicolo, ma che non ci dicono nulla di definitivo sull'intenzione dell'autore (in quel caso, non è la piacevolezza di attrici e attori il fine dell'autorialità del regista). La "piacevolezza" può divienire un argomento critico solo se la intendiamo come riconoscimento sociale che attibuisce all'artista lo status di inventore di uno stile.

Il pensiero si manifesta anche laddove non viene esplicitato in modo dimostrativo e verbalizzato. "Pensiero" e "verbalizzazione" sono termini da non sovrapporre; Cacciari sovrappone e oppone, manifesta stereotipie di pensiero oppositive che prevedono un primato opposto a un non-primato, un presente opposto a un passato, un presente di "concetto" opposto a un passato di "piacevolezza", omettendo le linee di continuità, le assonanze, la corretta contestualizzazione... quindi determina il rovesciamento della prospettiva storica in una sequenza antistorica fondata su una sorta di illusione ottica di chi osserva il passato con gli occhiali del presente, secondo cui il passato viene visto come un presente incompleto, non come la sua necessaria premessa... 

>>>Il Rinascimento e l’artista-intellettuale (Alberti ecc…), l’artista divo-pop (che si rapporta alla pari con papi e monarchi), l’opera concettualizzata dall’umanista (congiuntamente all’artista-umanista), hanno contribuito a fondare le premesse cognitive che ci consentono di considerare opere contemporanee apparentemente immateriali come fenomeni artistici oggetto di attenzione.

>>>In-Rinascimento inteso come condizione dell'arte in cui una variabile fondamentale è il definitivo riconoscimento sociale del ruolo dell'artista quale "artifex-firma".

>>>Il pensiero oppositivo non può che produrre come esito ultimo le derive di una prospettiva antistorica...

>>> primato, primato, primato, primato. Primato del linguaggio verbale per eclissare l'autonomia dell'arte e della verità artistica...

>>>se invece per "piacevolezza" intendiamo non una generica qualità estetica accattivante dal punto di vista formale, ma la l'orignalità dell'invenzione di uno stile (leonardesco, michelangiolesco, raffaellesco , ecc..)  e il suo riconoscimeto sociale attraverso la legittimazione del'artista come artifex-firma e divo-pop, essa non è l'antitesi del concettuale, ma il suo presupposto necessario, contrariamente a quanto tanti contemporaneisti del pensiero oppositivo e lo stesso Cacciari sostengono.

È un post in progress. Testo e correzioni in via di stesura...

Friday, January 3, 2025

>>>L'ASSASSINIO SUL MUSEUM EXPRESS

 >>>L'ASSASSINIO SUL MUSEUM EXPRESS

>>>sul perché le lobby del contemporaneo stanno distruggendo l'arte italiana... Vi faccio un esempio...

Post in progress: testo e correzioni in via di stesura

Friday, August 23, 2024

>>>la palestra e la scacchiera. Fare l'arte e pensare l'arte (quando Sgarbi ti domanda perché)

Nel 2011 fui invitato a esporre al Padiglione Veneto della 54ª Biennale di Venezia e, in quell’occasione, partecipai al vernissage della mostra allestita a Villa Contarini, a Piazzola sul Brenta. Durante l’evento, uno dei curatori della commissione selezionatrice mi si avvicinò trafelato: «Sgarbi ti vuole parlare». Raggiunsi Vittorio Sgarbi e lo trovai immobile, assorto, di fronte alla mia opera. Poi mi rivolse alcune domande, chiedendomi le ragioni di specifiche scelte compositive e il senso del dispositivo formale adottato.

L'opera consisteva in un’installazione in divenire che, partendo da un dipinto applicato alla parete con del nastro adesivo da imballaggio (ben prima delle banane-luxury), sviluppava una narrazione progressiva destinata a evolversi fino alla fine della mostra.

Essa, chiarii, prevedeva un doppio. La finitezza meditata e stratificata del quadro, realizzato con la tecnica manuale della pittura dai lunghi tempi esecutivi, contrastava con un gesto fulmineo, simile a quello di chi sigilla pacchi in un magazzino di spedizioni.

Inoltre, il nastro adesivo eliminava la fissità di cornici, chiodi e attaccaglie, collocando l'opera in una rete mobile, suscettibile di successive integrazioni e sviluppi.

L’installazione enfatizzava la dimensione dei termini temporali dell’esposizione, conferendo agli ultimi giorni prima del finissage un valore inedito: il personaggio d'invenzione raffigurato (non dunque un ritratto figurativo) se ne sarebbe andato a fine mostra, voltando le spalle allo spettatore.

Ecco come, in un post del mio blog, illustravo il progetto:

"Chi visiterà, in questi ultimi giorni d’apertura, il Padiglione Italia - sezione Veneto (Villa Contarini - Piazzola sul Brenta), troverà la mia opera (in divenire) modificata. 

Il quadro applicato a parete tramite nastro adesivo è sì figurativo, ma rappresenta un personaggio d’invenzione, una delle presenze che popolano il mio immaginario: un ragazzino con maglietta rossa su cui spicca uno smile.

A fine mostra ho aggiunto all’installazione 1 disegno che lo raffigura allontanarsi di spalle, andandosene solitario per le calli di Venezia".


Da qui l'assai sgarbiana definizione di "pittura dei cerotti" per l'opera, che mi fu riferita...

Inutile negarlo: l’approccio di Sgarbi, attento e curioso, al di là del contesto, mi sorprese. Negli anni, ho potuto constatare come molti critici e curatori (e ne ho incontrati parecchi) raramente s'interessano davvero alle motivazioni o alle premesse teoriche di un lavoro. Come se le conoscessero già o le dessero per scontate, o peggio ancora, come se bastasse la prima impressione per decretare un giudizio. Salvo poi dimostrare, spesso, di non averne colto le premesse teoriche, oltre che il senso...

Chi opera oggi nel circuito dell’arte contemporanea sembra ossessionato dall’autorevolezza: teme in modo eccessivo la critica dei sui pari, specialmente quando le proprie scelte si discostano da modelli teorici consolidati o appaiono azzardate. Eppure, il nuovo si costruisce anche attraverso il tentativo, l’errore, la deviazione. 

No, per capire un'opera non basta un'occhiata...

>>>è un testo e correzioni in via di stesura.


Punti da sviluppare:


- l'artista come teorico?


- il fare creativo (la palestra) e la sfida teorica (la scacchiera)


- quando la critica gioca in palestra


- la scacchiera sul tavolo


- toccare / pensare


- Quando Sgarbi ti domanda perché (l'unico a farlo)


- Attaccare il quadro figurativo con il nastro adesivo da imballaggio alla Biennale... "pittura dei cerotti". Una medicina d'urgenza per curare la tela e renderla mobile, viva e in divenire...

>>>è un post-in-progress >>>testo e correzioni in via di stesura.

Sunday, May 5, 2024

>>>INSTAGRAM

 >>> 2 saludos ai lettori di TRANQUI2

Da qualche giorno ho attivato il mio account INSTAGRAM che era dormiente. Russava. Penso che lo utilizzerò + o - come il blog... 

https://www.instagram.com/kos_scarpa_kos/

Sunday, December 3, 2023

Il Partito dei Pittori 1 e 2

>>>il Partito dei Pittori. Quando ci votano: quando acquistano un nostro dipinto. Quando vinciamo le elezioni: quando ci premiano con una mostra personale.

>>>il Partito dei Pittori. Quando ci votano: quando rifiutano un nostro dipinto. Quando vinciamo le elezioni: quando rimaniamo soli, in miseria e maledetti.

Qual'è l'autentico Partito dei Pittori?


Monday, November 27, 2023

FABULA ARCHITECTURE >>>updated >>>the hand scale (in Archinect)

 

 "Hand scale" in architecture.

https://archinect.com/forum/thread/100885/all/50

An architecture to be touched, to be felt as an individual tactile experience, exists! The perception of space "on a hand scale" is different from the perception given by the sense of sight: leaning on a wall, on a handrail, ringing doorbells, opening and closing doors and windows, painting a wall, driving in nails, etc....

A central element of Stencil Art is precisely its having chosen architecture and urban space as its basic support, while nevertheless maintaining a dimension proportional to the "hand dimension". In Fabula Architecture Stencil Art and Sticker Art expand, contaminating the design of architectural form, coagulating in crucial points that represent moments of density of the "hand scale".

The dimension of an active "manual making" that goes far beyond passive "visual enjoyment".

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>>>an additional possibility-developement of the Fabula method can be realized by dividing in two different areas the portion of external wall of the building.

1- the wall closer to the street level featured by stencil-art, perceivable by everyone by touch (so enjoyed by mean of the “hand scale”)

2- the portion of wall higher than the first one enjoyed from the street just visually (area distant from the street level: “eye scale”)

The stencil-art subset could stretch from the street level upward through "rails" that act like an "elevator", projection lines in height of a formal module. The rails, leading the subsets upward, meet other elements (windows, etc.) and interact with them...⁷

Wednesday, August 30, 2023

>>>Obsession for the disco freaks

 https://m.youtube.com/watch?v=yNv9FIU6un4

>>>OBSESSION FOR... Alexander Robotnik

>>>OBSESSION FOR THE DISCO FREAKS >>>OBSESSION FOR THE FREAKS 

Wednesday, July 19, 2023

>>>il maxi-coccodrillo in memoria di Pier Luigi Tazzi... l'ultimo convegno festival delle pompe funebri?

A Firenze, sabato 17 dicembre, presso l’Altana di Palazzo Strozzi a Firenze, si è svolto il tavolo di studio dedicato al curatore e critico d’arte Pier Luigi Tazzi (a un anno dalla sua morte). Sono intervenuti più di 40 operatori e personalità del circuito dell'arte contemporanea (internazionale, pare).

>>>dietro l'ennesima celebrazione di una figura del secondo Novecento si cela (variazione sul tema) un condensato delle attitudini cerimoniali della nomenclatura del settore, orfana di una stagione finita, chiusa, terminata, ma tenuta in vita da un accanimento critico-terapeutico che sembra andare a braccetto con i reparti di rianimazione, le terapie intensive e - ja! - le agenzie di pompe funebri. In questo genere di eventi divenuti assai frequenti, la più retriva nostalgia rétro viene ammantata di riferimenti con il presente, contribuendo a condannare all'ergastolo di un secondo Novecento senza fine qualsivoglia formulazione teorica davvero innovativa...

>>>i trucchi del coccodrillone. Sembrerebbe quasi impossibile sottoporre questa "compagine" di 40 nomi altisonanti a una critica. Osserviamola meglio. Partendo dal percorso di Tazzi, si parla di tutto: decolonizzazione dei musei, futuro della critica, crisi del curatore, dialogo con modelli culturali eterogenei, interdisciplinarità ecc... Cosa c'è d'inquietante in tutto ciò? Il dato che, con tale preambolo, ogni questione del presente viene implicitamente riagganciata a quelle premesse teoriche, le stesse di cui i divulgatori del secondo Novecento hanno fatto il loro mestiere; in sostanza, la manipolazione dei fatti e gli argomenti trattati avviene PRIMA, cioè nella selezione delle personalità invitate, scelte una a una con attenzione per omogeneità e habitus di pensiero (soprattutto quelle con cui Tazzi ha collaborato): l'apologia del pensiero unico. Chiariamolo: il convegno internazionale non è altro che una "conta" tra figure che, pur con diverse provenienze, ragionano allo stesso modo.

>>>la loro finalità: parlare del presente senza parlarne davvero. Omettere nuove formulazioni teoriche non in linea con il mestiere dei divulgatori di un passato che pare garantirgli una facile rendita di posizione...

>>>attenzione-attenzione, perché viene già annunciata una giornata di studio annuale, con chissà quanti altri spin off eventuali di personaggi comprimari... Il coccodrillone tornerà ancora...

>>>accompagnamento musicale >>>marcia funebre siciliana   https://m.youtube.com/watch?v=yDkiNsSCtak

 

Il coccodrillone è ancora tra noi! Ringrazia Ute Meta Bauer, Viktor Misiano, Hans Ulrich Obrist, Marco Senaldi, Giorgio Verzotti, Remo Salvadori, Marco Bagnoli, Marina Abramovic, Denys Zacharopoulos, David Elliott, Cai Guo-Qiang, Rirkrit Tiravanija, Mami Kataoka, Fabio Cavallucci... il comitato promotore, Marco Bagnoli (Atelier Marco Bagnoli, Montelupo Fiorentino), Huiming Hu (Institution Lab A.P.S., Milano-Carrara), Stefano Collicelli Cagol (Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato), Vittoria Ciolini (Dryphoto, Prato), Arturo Galansino (Palazzo Strozzi, Firenze), Elena Pianea (Regione Toscana), Carlo Sisi (Accademia di Belle Arti di Firenze), Paolo Parisi (Base / Progetti per l’arte, Firenze), Gianni Zhang (Zhong Art International), Luciano Massari (Accademia di Belle Arti di Carrara)...


Tuesday, July 4, 2023

Il bisturi dell'arte: Dorian Gray, Lucio Fontana e Il MARCHIO DI KRIMINAL

IL MARCHIO DI KRIMINAL: scena dello sfregio del dipinto a 15:05.

https://m.youtube.com/watch?v=ykvSg060Jpc


***
>>>Lo sfregio del dipinto, carboncino da still de IL MARCHIO DI KRIMINAL

Come fu vandalizzato il ritratto di Dorian Grey? Tre tagli su tela.

Chi è stato accoltellato da Lucio Fontana? Dorian Gray.

Pugnalata di striscio da Dorian Gray? L'Anima del dipinto.

Fontana Gray. Gemelli coltelli.

Lo studio di Lucio? Sala opera-toria.

L'ultimo dipinto di Fontana? Gray.

Nella camera: un ritratto di vecchio dalla tela sventrata. In salotto: un giovanotto beato beveva il tè. Caso archiviato come "Concetto spaziale".

Il delitto della camera chiusa? Tre tagli su tela.

Il delitto dell'atelier chiuso: tre tagli su tela.

I TAGLI: opera-azione a quadro aperto.

Titoli di Lucio Fontana: I Tagli, I Quanta, Le Nature, I Metalli, La Fine Di Dio, La Fine di Dorian.

Perché Lucio non è morto come Dorian? Si è fatto anestetizzare.

Dorian Fontana, Lucio Gray.

Gray Fontana, Dorian Lucio.

Xké Lucio ha accoltellato la pittura? Per estarne il cuore.

Lucio Fontana? Giulia Lama.

La morte dell'arte? L'ha accoltellata Dorian.

Le fontane dell'arte? Lavinia e Lucio.

Lavinia & Lucio. Sorelle Fontana.

Tagli: perforazione dell'intelaiatura toracica.

La tela accoltellata? Sacrifici artistici.

Dorian Gray, concetto spaziale.

Lucio Fontana Gray.

Dorian Gray Fontana.

Perché Lucio taglia la pelle dell'arte? L'ha opera-ta.

Lucio ha accoltellato la pittura? Le Lucrezie prima di lui.

Lucio Lucrezia. Lucrezia Lucio.

La tela è la pelle dell'arte. 

Vuoi vedere il dipinto La pelle dell'arte? Cuci insieme tutti i quadri del mondo.

Fontana, chirurgo plastico.

In che punto taglia la tela Lucio? Sulla giugulare.

Lucrezia: autori-taglio su tela

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Chirurgo dell'arte spaziale

... non è stato Dorian a uccidere il dipinto